Salernitana, intossicazione dopo la partita: il club nega ogni responsabilità
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Redazione Sport
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Mentre la procura di Genova ha avviato un’inchiesta per chiarire le cause dell’intossicazione alimentare che ha colpito 21 tesserati della Salernitana – tra giocatori e membri dello staff – dopo la finale di andata dei playout di Serie B contro la Sampdoria, la società campana ha respinto con fermezza ogni accusa di negligenza. I fatti risalgono a domenica scorsa, quando, a seguito del consumo dei pasti forniti dal club, diversi uomini della squadra hanno accusato malori, finendo ricoverati in ospedale.
«Lo staff della Salernitana ha correttamente provveduto alla custodia dei pasti, utilizzando contenitori idonei al momento del prelievo e riponendoli successivamente nei frigoriferi degli spogliatoi dello stadio Luigi Ferraris», si legge in una nota del club, che smentisce categoricamente la ricostruzione secondo cui il cibo sarebbe rimasto «per diverse ore all’interno del pullman, esposto a temperature elevate». Una versione, questa, che la società definisce «totalmente falsa», lasciando intendere che eventuali responsabilità potrebbero risiedere altrove.
Nel frattempo, la magistratura genovese – con la pm Paola Crispo e il procuratore Francesco Pinto, coordinatore del gruppo Salute e lavoro – sta indagando per adulterazione di cibi, lesioni colpose e reati contro la salute pubblica. Le indagini, ancora in corso, dovranno accertare se vi siano state irregolarità nella preparazione o nella conservazione degli alimenti, senza escludere alcuna ipotesi.




