Putinismo e le sue implicazioni: una riflessione
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Redazione Esteri
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Il voto russo non solo ci dispiace, ma ci spaventa. Non temiamo tanto i russi in sé, quanto i russi in noi. Questa è una parafrasi di un'affermazione di Giorgio Gaber. Ci piace pensare che gli europei non avrebbero votato per Putin. Questa è una convinzione diffusa tra le élite mainstream. Proiettiamo la nostra visione della politica sugli altri, come è abitudine di chi si considera il centro del mondo. Ci conforta pensare che neanche il popolo russo avrebbe votato per Putin, se avesse avuto l'opportunità di libere elezioni.
Cambiamenti nel cerchio magico di Putin
Putin, godendosi la vittoria, o almeno quella presunta, delle elezioni di domenica scorsa, rimuove il capo della Marina e pensa al futuro. Si vocifera che i ministri Shoigu e Lavrov potrebbero essere a rischio. Allo stesso tempo, sembra che ci siano giovani falchi pronti a prendere il volo.
Controversie sul risultato elettorale
Sul risultato plebiscitario, l’87,3% con il 73,3% di affluenza, continuano a piovere accuse da tutte le parti. Il quotidiano Novaya Gazeta, che ha traslocato all’estero, afferma che la metà dei voti sono falsi. Se si contano i voti di scambio, le coercizioni e i seggi dove l’esercito è entrato nelle cabine elettorali, allora il consenso attorno al presidente scende a meno del 40%.
Il consigliere Valdegamberi e i suoi legami con la Russia
Nelle sue osservazioni a margine del viaggio a Mosca per seguire le operazioni di voto, il consigliere regionale veronese Stefano Valdegamberi, eletto nella lista Zaia e ora nel Gruppo Misto, ha sottolineato come si sia trattato di un voto democratico. Questa affermazione ha sollevato una bufera di polemiche.
Cosa rende un voto democratico?
Secondo Vittorio Emanuele Parsi, politologo, un voto può essere definito democratico quando le elezioni sono competitive. Ciò significa che il potere è contendibile, con candidati che appartengono a partiti diversi con programmi alternativi che scendono in campo in un’arena pubblica politica e mediatica competitiva. In questa arena, il detentore del potere non ha privilegi particolari rispetto a chi cerca di contenderglielo.




