Fermato in A1 il presunto killer di Kevin Muharremi, un ventenne albanese su un suv grigio diretto a Roma
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Redazione Interno
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L’omicidio, consumatosi nelle prime ore dell’alba a Montecalvoli, una frazione del comune di Santa Maria a Monte in provincia di Pisa, ha avuto una svolta investigativa nel giro di poche ore. È stato infatti bloccato e successivamente fermato, nel primo pomeriggio di oggi, 14 febbraio 2026, il giovane ritenuto dagli inquirenti il responsabile della morte di Kevin Muharremi, il venticinquenne di origini albanesi raggiunto da colpi di pistola mentre si trovava a bordo di un'autovettura. La cattura è avvenuta nel tratto aretino dell'autostrada A1, più precisamente dalla sottosezione di Battifolle della polizia stradale, la quale, dopo aver ricevuto la segnalazione diramata a tutte le forze dell'ordine, era in appostamento. Quando il suv di grossa cilindrata, un Range Rover di colore grigio, è transitato, gli agenti lo hanno inseguito e infine bloccato, senza che il conducente opponesse resistenza. L'indiziato, stando alle prime ricostruzioni, è un albanese di appena venti anni, un particolare, quest'ultimo, che aggiunge un alone di tragicità all'intera vicenda, considerando la giovane età sia della vittima che del suo presunto assassino.
La dinamica di quanto accaduto intorno alle cinque di questa mattina in via della Repubblica, una strada del centro abitato di Montecalvoli dove si trovano anche un bar e la sede locale della Misericordia, è al vaglio dei carabinieri del comando provinciale di Pisa. Da una prima, sommaria ricostruzione, emerge che Kevin Muharremi, residente a Fucecchio, nell'aretino, dove lavorava in un autolavaggio, si trovava sul sedile del passeggero di un Fiat Doblò. In auto con lui c'erano un amico e un cugino, e il gruppo stava probabilmente facendo ritorno da una serata trascorsa in un locale notturno, quando un'altra vettura, il suv grigio condotto dal ventenne poi fermato, li ha affiancati. A quel punto, dall'abitacolo del Range Rover sono partiti diversi colpi d'arma da fuoco, almeno tre dei quali sarebbero stati distintamente uditi dai residenti della zona, svegliati di soprassalto dalle detonazioni e, subito dopo, dalle grida di dolore e sgomento dei giovani presenti. Uno di quei proiettili ha raggiunto Muharremi al collo, una ferita che si è rivelata fatale e per la quale i successivi soccorsi del 118 non hanno potuto fare altro che constatare il decesso.
Una lite in un pub di Capanne come possibile origine del diverbio
Gli investigatori, coordinati dal sostituto procuratore Fabio Pelosi, stanno seguendo con attenzione una pista specifica per quanto concerne il movente, che sembrerebbe maturato in un contesto di banalità e futilità. Il quadro che emerge dalle prime testimonianze, pur con la cautela del caso, è quello di un dissidio scoppiato poco prima dell'agguato all'interno di un locale pubblico situato a Capanne, una frazione del comune di Montopoli Valdarno. Sembra, infatti, che la vittima abbia trascorso la serata di venerdì in un pub della Valdera e che lì sia nata una lite, forse per motivi di scarso rilievo, la quale potrebbe aver innescato la successiva e tragica escalation di violenza. Non è chiaro, e sarà compito degli inquirenti accertarlo, se tra i due veicoli sia intercorso un breve inseguimento dopo quell'alterco, o se l'aggressore, identificato nel ventenne fermato, abbia semplicemente atteso e poi raggiunto la vittima nel luogo dove è avvenuta l'esecuzione.
Le indagini, condotte dai militari dell'Arma, si concentrano ora sull'analisi delle immagini riprese dagli impianti di videosorveglianza pubblici e privati della zona, compresi quelli per la lettura delle targhe, che sono stati fondamentali per ricostruire la fuga del suv e diramare la nota di ricerca. Gli agenti della stradale di Arezzo, infatti, erano stati posizionati proprio in seguito a queste informazioni, che hanno permesso di risalire al modello e al numero di targa del veicolo. Via della Repubblica è rimasta chiusa al traffico per diverse ore per consentire i rilievi della polizia scientifica e del medico legale, mentre i carabinieri hanno ascoltato a lungo i due giovani che erano in auto con Muharremi e i residenti che hanno udito gli spari, tra cui chi ha raccontato di aver sentito grida come "Hanno ucciso Kevin".
L'identificazione del fermato e il quadro investigativo in evoluzione
Il presunto responsabile, la cui identità è stata comunicata come Renato Xyke, si trovava a bordo del suo suv diretto verso Roma quando è stato intercettato e fermato nel primo pomeriggio. Le forze dell'ordine, dopo aver diffuso la nota di ricerca con i dati del veicolo, erano in stato di massima allerta e la polizia stradale, una volta individuato il mezzo, ha proceduto al blocco senza particolari difficoltà. La rapidità con cui si è giunti all'identificazione e alla cattura del sospettato lascia intendere come gli investigatori avessero già le idee chiare fin da subito, probabilmente grazie ai filmati delle telecamere e alle testimonianze che hanno permesso di risalire in breve tempo alla persona che sarebbe fuggita dopo aver sparato. Resta ora da capire, attraverso l'interrogatorio e gli ulteriori accertamenti, se il ventenne albanese e Kevin Muharremi si conoscessero e quale sia stato il reale e profondo motivo scatenante di questa lite, che da un banale diverbio in un pub è degenerata in un omicidio consumato in strada all'alba, davanti agli occhi atterriti degli amici della vittima e nel silenzio di una frazione solitamente tranquilla. Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo sullo sviluppo delle indagini, concentrandosi sulla raccolta di ogni elemento utile a ricostruire la dinamica esatta e il contesto in cui è maturato il gesto.




