Lutto nel calcio italiano, addio a Nicolas Giani: aveva 39 anni
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Redazione Sport
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Un nuovo, straziante colpo scuote il mondo della Pro Patria, che nel giro di poche ore vive un susseguirsi di emozioni amare. Mentre si appresta a commemorare, con una torciata allo stadio “Speroni” che vedrà riuniti gruppi ultras da tutta Italia, il ricordo del tifoso Raffaele Carlomagno, la società biancoblù è costretta a chinarsi su un’altra, prematura scomparsa. Nicholas Giani, che delle “tigrotti” ha vestito la maglia, si è infatti spento all’età di trentanove anni dopo una breve ma implacabile malattia, lasciando un vuoto nel cuore di chi lo ha conosciuto sia come atleta sia come uomo.
Una carriera costruita tra Serie B e Serie C
Nato a Como nel marzo del 1986, Giani ha plasmato la sua figura di calciatore professionista muovendosi con costante affidabilità tra i campionati cadetti e di Serie C. La sua formazione, completata nel vivaio dell’Inter – dove ha respirato fin da giovane un’aria di alto livello –, è stata la base per una traiettoria sportiva fatta di impegno e duttilità. Ha infatti ricoperto, nel corso degli anni, il ruolo di difensore centrale con una versatilità che ne ha fatto un elemento prezioso per ogni allenatore, uno di quelli su cui costruire la fase difensiva e da cui pretendere leadership silenziosa ma costante.
Le molte maglie e il simbolo della Spal
Il suo percorso, dopo l’esperienza interista, lo ha portato a vestire diverse casacche, toccando club come Vicenza, Spezia, Perugia, Cremonese, FeralpiSalò e Desenzano Calvinia. Ma è con la maglia della Spal che il suo nome si è legato in maniera indelebile, ricoprendo il ruolo di capitano e diventando un punto di riferimento per i compagni e per la tifoseria. La sua carriera si è conclusa al termine della stagione 2021/2022, dopo l’ultima esperienza a Desenzano del Garda, località nella quale aveva scelto di vivere e dove purtroppo si è spento nel pomeriggio di domenica 2 febbraio.
Il ricordo sportivo e il dramma privato
Oltre all’impegno nei club, Giani aveva anche avuto l’onore di rappresentare l’Italia, indossando la maglia azzurra nelle selezioni giovanili Under-18 e Under-19 nei primi anni del millennio. La sua scomparsa, dovuta a un male incurabile insorto repentinamente, stronca una vita ancora nel suo fulgore, interrompendo i progetti futuri e privando il calcio italiano di una figura stimata per le sue doti umane oltre che tecniche. La notizia giunge in un momento già segnato dal dolore per la Pro Patria, creando una giornata di lutto doppio e particolarmente straziante per un ambiente che si stringe attorno alla famiglia del calciatore.




