Genoa-Lazio slitta a mercoledì, ma i tifosi rossoblù protestano: "Giorno feriale, orario impossibile"
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Redazione Sport
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La scomparsa di papa Francesco, annunciata nella mattinata di oggi, ha portato alla sospensione d’ufficio di tutte le partite dei campionati professionistici, comprese le quattro gare previste in Serie A. Tra queste, Genoa-Lazio, inizialmente in programma alle 18, è stata spostata a mercoledì 23 aprile alle 18.30, in contemporanea con gli altri recuperi: Torino-Udinese, Cagliari-Fiorentina e Parma-Juventus. Una decisione presa rapidamente dalla Lega, ma che ha già sollevato polemiche, soprattutto tra i sostenitori del Genoa.
Molti di loro, approfittando del giorno festivo, avevano già acquistato i biglietti, contando su un’ampia affluenza allo stadio Ferraris – dove erano attese oltre 31mila persone –, cifra difficilmente replicabile in un giorno feriale e con un orario poco compatibile con gli impegni lavorativi. A complicare le cose, il divieto di trasferta imposto ai tifosi laziali, che rendeva l’incontro un’occasione quasi esclusivamente per il pubblico di casa. Le proteste, come spesso accade, sono esplose sui social, dove i rossoblù hanno fatto notare come la scelta penalizzi chi aveva organizzato la giornata in funzione della partita.
La Lazio, dal canto suo, non ha nascosto il disappunto per la decisione, considerata frettolosa, mentre la Fiorentina – reduce da un lungo viaggio in Sardegna – dovrà ora affrontare un nuovo spostamento in tempi ristretti. L’unica gara che manterrà l’orario originale è la semifinale di ritorno di Coppa Italia tra Inter e Milan, in calendario alle 21.




