Il valzer dei tecnici parte da Napoli: se Conte saluta spunta l’ipotesi Sarri

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Redazione Sport Redazione Sport   -   A tre punti dalla zona Champions League, con la corsa al quarto posto ancora apertissima e il calendario che riserva tradizionalmente insidie in questa fase della stagione, il Napoli si trova a dover guardare oltre l’immediato. E lo fa, come sempre accade dalle parti di Castel Volturno, con lo sguardo del patron. Aurelio De Laurentiis, che della pianificazione a lungo termine ha fatto quasi un marchio di fabbrica, si prepara a un faccia a faccia decisivo con Antonio Conte. Nonostante il contratto del tecnico salentino scada ufficialmente nel 2027, la sua permanenza in panchina – lo si ripete da settimane negli ambienti vicini alla società – non è affatto scontata. L’incontro, che dovrebbe tenersi a qualificazione europea ormai blindata, servirà proprio a verificare se la visione comune che aveva portato alla firma esista ancora o se, al contrario, sia il momento di separarsi senza drammi.

Se così fosse, e cioè se il matrimonio tra De Laurentiis e l’allenatore ex Juventus e Inter dovesse concludersi anzitempo, il primo nome – quello che circola con insistenza nelle pagine dell’edizione odierna del “Corriere dello Sport” – è destinato a far storcere il naso a qualcuno e a far sorridere molti altri. Si tratta di Maurizio Sarri, il tecnico che tra il 2015 e il 2018 ha regalato a Napoli quel gioco spettacolare poi diventato un marchio riconosciuto in Europa. Otto anni dopo la sua separazione dalla piazza partenopea (consumatasi per la nota fumata nera con De Laurentiis), l’ex banchiere sarebbe pronto a tornare. Attualmente alla Lazio, con cui ha un contratto in essere, Sarri rappresenterebbe una soluzione gradita praticamente a tutte le componenti interne del club: dalla tifoseria – che non lo ha mai dimenticato – ad alcuni pezzi dello spogliatoio, passando per quella dirigenza che proprio lui aveva contribuito a professionalizzare.

L’effetto domino che può coinvolgere Allegri, Italiano e Palladino

Non è solo una questione di panchina azzurra, però. Perché se Conte dovesse davvero salutare, si innescherebbe – come ha spiegato anche Fabrizio Lucchesi intervenendo a “Punto Nuovo Sport” su Radio Punto Nuovo – quel meccanismo a catena che gli addetti ai lavori chiamano “valzer” o, più tecnicamente, “domino delle panchine”. Il Napoli, insomma, non deciderebbe soltanto il proprio futuro, ma potrebbe aprire scenari complessi su alcune delle altre panchine più importanti della Serie A. Nel mirino, in caso di partenza di Sarri dalla Lazio (o anche a prescindere), finirebbero profili come quelli di Massimiliano Allegri, Vincenzo Italiano e Raffaele Palladino, tutti tecnici già seguiti da varie società in ottica prossima stagione. Nessuna trattativa è stata ancora avviata, ma la sensazione è che molti club aspettino proprio di capire cosa accadrà a Napoli per poi muoversi di conseguenza.

Un progetto ben preciso e la gestione delle uscite

Lucchesi, nel suo intervento radiofonico, ha voluto rimarcare un aspetto spesso trascurato nel dibattito pubblico: il Napoli, al di là del nome che siederà in panchina, ha un progetto ben definito. E lo ha ribadito senza mezzi termini. “Il lavoro del direttore sportivo in questa fase della stagione – ha spiegato – è esattamente quello: da una parte programmare il futuro con l’allenatore e la società, dall’altra iniziare a gestire un numero importante di situazioni in uscita”. Tradotto: mentre De Laurentiis e Conte si guarderanno negli occhi per capire se proseguire insieme, la macchina organizzativa è già al lavoro su cessioni, rinnovi e possibili innesti. La scelta del tecnico, insomma, non è mai isolata, ma si inserisce in un disegno più ampio che coinvolge dirigenza, rosa e strategie di mercato. E in questo disegno, un eventuale ritorno di Sarri – uomo che quel progetto lo ha contribuito a costruire ai tempi di Hamsik, Insigne e Jorginho – non sarebbe affatto un ripiego, bensì una scelta di continuità filosofica.

L’attesa per l’incontro Conte-De Laurentiis

Tutto, però, ruota attorno a quel faccia a faccia. De Laurentiis, si sa, non ama essere sorpreso in negativo e ha sempre preteso dai suoi allenatori una lealtà assoluta al piano industriale del club. Conte, dal canto suo, è un tecnico esigente, abituato a competere per obiettivi massimi e a chiedere investimenti mirati. La distanza, se esiste, non riguarderebbe tanto i soldi – il Napoli ha dimostrato di saper spendere quando serve – quanto piuttosto la filosofia di gestione dello spogliatoio e la tempistica dei rinnovi. L’esito del vertice deciderà se proseguire l’esperienza iniziata con entusiasmo oppure salutarsi da gentleman. E solo a quel punto, una volta preso atto dell’addio, la pista Sarri diventerebbe concreta. Per ora, per chi scrive, è solo un’idea che piace a molti: ma nel calcio, si sa, le idee a volte si trasformano in trattative nel giro di un pomeriggio.

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