Meteo, l'anticiclone africano non molla: caldo e afa fino a Ferragosto, poi la svolta
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Redazione Interno
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La lunga e intensa ondata di calore che sta interessando l'Italia, la quarta della stagione iniziata a fine luglio, non accenna a diminuire la propria intensità. L'Anticiclone africano, baluardo di aria rovente proveniente dal Sahara, continuerà a mantenere il Paese sotto una morsa di caldo afoso e temperature eccezionalmente elevate almeno fino a tutto il weekend di Ferragosto.
Secondo le ultime tendenze dei principali modelli di previsione, la tanto attesa svolta, con un primo cedimento della struttura anticiclonica e un conseguente calo termico, potrebbe arrivare solo a partire dal 17 o 18 agosto, interessando dapprima le regioni del Nord Italia per poi estendersi, con maggiore gradualità, al resto della Penisola.
Ferragosto bollente: caldo record e notti tropicali
L'intensità di questa fiammata africana si farà sentire con maggiore prepotenza proprio nei giorni che precedono e coincidono con il 15 agosto, rendendo la festività una delle più roventi degli ultimi anni. Le temperature massime, già attestate su valori estremi in molte città, potrebbero raggiungere picchi tra i 38 e i 39 gradi nelle zone interne e sulle pianure, con punte locali che potrebbero persino sfiorare i 40 gradi al Centro-Sud e sulla Sardegna.
Non si tratterà solo di un caldo diurno; le cosiddette "notti tropicali", in cui le minime non scendono sotto i 25 gradi, renderanno il clima opprimente anche nelle ore notturne, soprattutto lungo le coste e sulla Pianura Padana, mettendo a dura prova la capacità di riposo della popolazione. A contribuire alla sensazione di disagio sarà anche l'elevato tasso di umidità, che renderà l'afa ancora più insopportabile rispetto alle precedenti ondate, come sottolineato dal colonnello Mario Giuliacci.
L'eccezione dei temporali di calore: fenomeni intensi ma non risolutivi
Unica nota di disturbo all'interno di questo quadro di stabilità e calura sarà rappresentata dai classici temporali di calore. Durante le ore più calde del pomeriggio e fino a sera, l'energia accumulata negli strati bassi dell'atmosfera potrà innescare lo sviluppo di nubi cumuliformi, soprattutto in prossimità delle aree montuose come Alpi e Appennino.
Questi fenomeni, sebbene possano risultare localmente intensi e accompagnati da grandinate, raffiche di vento e fulmini, avranno un carattere estremamente circoscritto e non saranno assolutamente in grado di scalfire la struttura dell'anticiclone africano. La loro natura, pertanto, non garantirà alcuna tregua significativa sul fronte della siccità, che in molte zone del Nord e del Centro Italia ha raggiunto livelli drammatici. Le precipitazioni, seppur violente, non saranno sufficienti a risollevare le sorti di un territorio messo in ginocchio da mesi di scarsità idrica.
La svolta è prevista dopo il 17 agosto
L'orizzonte meteo, tuttavia, potrebbe riservare una significativa novità subito dopo il weekend di Ferragosto. Le proiezioni dei centri di calcolo internazionali indicano, con una discreta attendibilità, l'arrivo di una perturbazione di origine atlantica che riuscirà finalmente a erodere il bordo occidentale dell'anticiclone africano. Questo cambiamento, atteso tra il 17 e il 19 agosto, porterà un primo, deciso calo delle temperature, a partire dalle regioni settentrionali.
L'ingresso di aria più fresca e instabile favorirà lo sviluppo di una nuova fase di maltempo, caratterizzata da temporali anche di forte intensità, che si estenderanno progressivamente anche al Centro e al Sud, sebbene in questo caso il cambiamento possa risultare più graduale e meno netto. Si tratta di una tendenza che gli esperti invitano a confermare nei prossimi aggiornamenti, ma che per la prima volta da settimane offre una prospettiva concreta di attenuazione del caldo estremo per l'ultima parte del mese di agosto.
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