Abodi conferma Mancini ct azzurro: "Non è in discussione, il caso Malagò non lo riguarda"
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Redazione Sport
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Il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, ha voluto spegnere sul nascere qualsiasi speculazione sul futuro di Roberto Mancini alla guida della Nazionale italiana. A margine della presentazione della quinta edizione di Sky Up The Edit, progetto dedicato alle scuole, il rappresentante del governo ha chiarito che il percorso del commissario tecnico proseguirà con serenità, indipendentemente da quello che sarà l'esito della vicenda che coinvolge il presidente della Figc, Giovanni Malagò, e l'ipotesi di un commissariamento della Federcalcio da parte del Coni.
La posizione del ministro sul caso Figc
La vicenda ruota attorno al mancato tesseramento di Malagò al momento della sua candidatura alla presidenza federale, una circostanza sulla quale i giuristi incaricati dal Coni hanno depositato i primi pareri, indicando nel tesseramento un requisito indispensabile. La decisione definitiva spetterà alla Giunta straordinaria del Comitato olimpico, che dovrebbe riunirsi tra il 6 e il 9 ottobre, subito dopo la conclusione degli impegni della Nazionale in Nations League.
Abodi, che ha la responsabilità di vigilare sul Coni e non sulle singole federazioni, ha spiegato di voler restare ai margini di questa situazione: «È un'eventualità che sta valutando il Coni, quindi è opportuno da parte mia stare ai margini di questa situazione e lasciare che la giunta della prossima settimana, e poi il consiglio Nazionale, si esprimano perché è una loro titolarità: è bene che io non interferisca in nessun modo».
Il ministro ha poi respinto con decisione l'idea che dietro l'ipotesi di commissariamento ci sia una manovra politica: «Non c'è un tema né personale né politico. Il tentativo di metterla su questo piano è un tentativo di fare confusione, della quale non ha bisogno un sistema che invece ha bisogno di ripartire. Per me è una mortificazione del Coni, che è chiamato a prendere una decisione, che il Coni non merita».
Il legame tra il ct e la scelta di Malagò
Abodi ha anche rivendicato la propria condivisione della scelta compiuta da Malagò quando affidò la panchina azzurra a Mancini, sottolineando come quella decisione sia stata apprezzata proprio in virtù della capacità del tecnico di imprimere una svolta al gruppo: «Ho condiviso la scelta di Malagò su Mancini perché credo che possa dare quel quid in più per ripartire nel modo giusto».
Il ministro ha poi messo in guardia dal creare collegamenti artificiosi tra il destino del presidente federale e quello dell'allenatore: «Mettere in relazione i due elementi crea una confusione di cui non c'è bisogno. Sono convinto che allenatore, giocatori e staff lavorano in tranquillità e non sono condizionati da questa situazione che il Coni affronterà nei prossimi giorni». La rassicurazione arriva in un momento in cui la Nazionale ha mostrato segnali di ripresa, con una prestazione convincente in Turchia che ha fatto seguito alla battuta d'arresto interna contro il Belgio.
Lo stesso Abodi, parlando della squadra, ha sottolineato come si sia visto «quello che Roberto Mancini aveva promesso a noi, cioè una Nazionale in grado di cancellare sensazioni, delusioni e amarezze degli ultimi anni».
Il quadro della decisione del Coni
La Giunta straordinaria del Coni valuterà i pareri legali affidati a Franco Scoca, Massimo Coccia, Luigi Medugno e Alberto Angeletti, i quali avrebbero indicato nel tesseramento un requisito indispensabile per la candidatura. Malagò, eletto lo scorso 22 giugno con quasi il 70 per cento delle preferenze, ha seguito nel frattempo la Nazionale a Bursa per la seconda partita del ciclo di Mancini, prima di tornare a occuparsi della strategia difensiva sul piano giuridico.
L'ultimo precedente di commissariamento della Federcalcio risale al 2018, quando Roberto Fabbricini assunse l'incarico prima dell'elezione di Gabriele Gravina.
Il Premio Gianluca Vialli a Rimini
Mentre il futuro della governance federale resta sospeso, Mancini si prepara a ricevere un riconoscimento che assume un valore particolare sul piano personale. Il ct azzurro sarà protagonista del Gran Gala del Premio Gianluca Vialli, in programma martedì 6 ottobre al Cinema Fulgor di Rimini, dove riceverà il Premio Legend.
La tre giorni di eventi, in calendario dal 4 al 6 ottobre, è stata organizzata dall'associazione culturale Weplay con il sostegno della famiglia Vialli e il patrocinio di Aic e Aiac Emilia-Romagna, e vedrà la partecipazione di numerosi ex compagni del campione scomparso nel 2023. La data del gala è stata scelta proprio su richiesta di Mancini, che il giorno precedente esaurirà gli impegni di Nations League con la partita dell'Italia a Bologna e desiderava essere presente.
Tra gli altri riconoscimenti, il Premio Goleador Aic andrà a Pio Esposito dell'Inter, mentre Fabrizio Ravanelli riceverà il Premio Amico del cuore. Nel prologo di sabato 3 ottobre, il Rimini scenderà in campo contro il San Marino indossando una maglia speciale con il logo del Premio, e due casacche celebrative con i numeri 9 di Vialli e 10 di Mancini saranno consegnate durante il gala al ct e alla famiglia del campione.
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