Caso Andrea Prospero, la Procura di Perugia indaga nel mondo delle truffe online
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Redazione Interno
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La morte di Andrea Prospero, il diciannovenne abruzzese trovato senza vita il 29 gennaio scorso in un monolocale nel centro storico di Perugia, ha aperto un varco in un'indagine che si sta rivelando più complessa del previsto. La Procura di Perugia, oltre a cercare di fare luce sulle circostanze che hanno portato al suicidio del giovane, sta esaminando una serie di elementi che potrebbero collegare il caso a un giro di truffe online. Telefoni cellulari, schede sim, carte di credito e altro materiale informatico sequestrato nell'appartamento dove Prospero ha messo fine alla sua vita sono al centro delle attenzioni degli inquirenti. Al momento, tuttavia, non ci sarebbero indagati ufficiali.
Andrea Prospero, studente universitario di Lanciano iscritto al primo anno di informatica all'Università degli Studi di Perugia, aveva da tempo manifestato l'intenzione di togliersi la vita. La ricostruzione della Procura indica che il ragazzo, dopo mesi di tentativi, è riuscito nel suo intento acquistando online sette dosi di ossicodone per un totale di 170 milligrammi, pagate 170 euro. La morte è avvenuta per overdose, ma ciò che ha spinto gli investigatori a scavare più a fondo è il contesto in cui si è consumata la tragedia.
Uno degli elementi chiave è un video, l'ultimo lasciato da Prospero, in cui il giovane sembra voler scagionare un amico, Emiliano Volpe, 18enne romano attualmente ai domiciliari con l'accusa di istigazione o aiuto al suicidio. Nel video, Prospero afferma di aver "sbagliato" e di aver gettato 300 euro nel water, un dettaglio che ha portato gli inquirenti a concentrarsi su un telefono cellulare trovato proprio nel water del bagno del monolocale. Questo dispositivo, insieme ad altre sim e carte di credito sequestrate, potrebbe contenere informazioni cruciali per ricostruire non solo gli ultimi momenti di vita del ragazzo, ma anche eventuali attività illecite.
L'inchiesta, infatti, si è sdoppiata. Accanto al fascicolo aperto per il suicidio, la Procura ne ha avviato un secondo per indagare su presunte truffe online che potrebbero emergere dall'analisi del materiale informatico rinvenuto. I rapporti tra Prospero e Volpe, così come le dinamiche che hanno portato all'acquisto delle sostanze letali, sono al centro delle indagini. La famiglia di Prospero, sconvolta dalla vicenda, ha ribadito di essere "gente perbene", sottolineando la difficoltà di comprendere come il giovane sia finito in una spirale così tragica.




