Adani contro tutti: "Rigore su Wirtz da stupidi, arbitro morto in campo"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Lele Adani, commentando la prestazione dell'Inter contro il Liverpool, ha usato parole di fuoco per esprimere il proprio disappunto verso una decisione arbitrale che ha definito "da stupidi", in un contesto dove, secondo la sua analisi, l'arbitro sarebbe stato "morto in campo". L’ex difensore, intervenendo nel corso di una trasmissione, ha dipinto un quadro della partita in cui il Liverpool avrebbe avuto il sopravvento all'inizio e alla fine, mentre l’Inter avrebbe mostrato i suoi lati migliori nella fase centrale dell’incontro. Ciò che emerge dal suo intervento, oltre alla critica feroce verso l’episodio del rigore, è una riflessione amara sulla differenza di livello tra il campionato e la Champions League, un torneo che "è un'altra cosa", come ha sottolineato lui stesso. Adani ha ricordato come la squadra, nel percorso di questa stagione, abbia affrontato e nettamente battuto quattro formazioni, trovando poi difficoltà nettamente maggiori in due sfide di altissimo profilo, concluse con sconfitte nei minuti di recupero.

Il fantasma degli scontri diretti

Quello che pesa come un macigno sul percorso dei nerazzurri, tuttavia, rimane l'incapacità dimostrata negli scontri diretti contro le squadre di vertice, un tabù che continua a impedire alla squadra di Cristian Chivu di compiere il salto di qualità definitivo. Il prossimo impegno contro il Napoli di Antonio Conte, atteso a San Siro, assume perciò i contorni di una prova cruciale, un esame contro quelli che Adani definisce "i veri incubi di questa stagione". Finora, le uniche gioie in questi confronti sono arrivate in una sola occasione, mentre in tutte le altre, sia in Italia che in Europa, le prestazioni sono state deludenti e le cadute, come ha notato l’ex calciatore, sono sempre avvenute "malamente".

La reazione di Scarpini e il peso dell'ingiustizia

La percezione di un'ingiustizia subita, del resto, non è circoscritta al solo Adani. Roberto Scarpini, telecronista di Inter TV, ha espresso a modo suo la delusione per quella sconfitta, arrivando a dichiarare che avrebbe "preferito perdere 5 a 0" contro un'altra grande squadra europea, poiché almeno in quel caso la sconfitta sarebbe stata figlia di una superiorità tecnica evidente e non di una decisione contestabile. Questo commento, aspro e diretto, fotografa lo stato d'animo di una parte dell'ambiente interista, che legge nell'episodio del rigore, fischiato per un fallo di Bastoni giudicato inesistente, il punto di svolta negativo dell'incontro. Si tratta di una lettura che va oltre il semplice risentimento per un errore arbitrale, toccando piuttosto la sensazione di aver visto vanificare, per una circostanza esterna, gli sforzi di una serata di alto livello.

I numeri freddi del supercomputer

A confermare le difficoltà oggettive della squadra ci pensano, al di là delle reazioni emotive, i dati statistici elaborati dai modelli predittivi. Il cosiddetto Supercomputer di Opta, dopo le due sconfitte nelle ultime due giornate della fase a gironi della Champions League, assegna ora all’Inter solamente il 35,2% di probabilità di concludere il percorso direttamente tra le prime otto, che significa l’accesso agli ottavi senza passare dai playoff. La proiezione opposta, quella che vedrebbe i nerazzurri costretti a giocarsi tutto in uno o due match di spareggio, si attesta invece su un significativo 64,8%. I dodici punti conquistati finora, inoltre, sono al di sotto dell’"xPoints" atteso, che viene calcolato in 14,2, un dato che implicitamente suggerisce come la squadra possa aver raccolto meno di quanto le sue prestazioni avrebbero meritato, forse anche a causa di episodi sfavorevoli come quello contestato.

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