SpaceX cerca 40 miliardi sul mercato per comprare chip Nvidia

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Redazione Economia Redazione Economia   -   SpaceX, la società di Elon Musk, sta negoziando con banche e investitori per raccogliere 40 miliardi di dollari da destinare all'acquisto di chip Nvidia, un'operazione che, se completata, rappresenterebbe una delle maggiori raccolte di debito mai realizzate per lo sviluppo dell'intelligenza artificiale.

L'operazione, riferita da Bloomberg e anticipata dal Financial Times, prevede circa 10 miliardi di dollari in prestiti bancari e 30 miliardi in obbligazioni con rating investment grade, con Apollo Global Management in testa al collocamento e il gestore obbligazionario Pimco tra i soggetti in trattativa per fornire capitale.

Una struttura finanziaria articolata

A guidare l'operazione, il cui perfezionamento è atteso per il 2027, è Apollo Global Management, che contribuirà a collocare il debito presso una platea ampia di investitori. Il rating creditizio di SpaceX, pari a BBB, il secondo livello più basso della categoria investment grade, rende il debito potenzialmente appetibile per fondi pensione e compagnie assicurative, che per mandato possono acquistare titoli di questa fascia.

La dimensione dell'operazione ha già prodotto effetti sui mercati creditizi: il differenziale dei credit default swap a cinque anni di SpaceX è salito fino a quota 194 punti base, il livello più alto da quando i contratti sono attivi, mentre il rendimento del bond con scadenza 2056 ha ampliato lo spread rispetto ai Treasury statunitensi di circa 2,36 punti percentuali, in netto rialzo rispetto agli 1,75 punti di giugno.

Il debutto in Borsa e la pressione sui conti

L'operazione arriva a pochi mesi dal debutto di SpaceX al Nasdaq, avvenuto il 12 giugno 2026 con l'Ipo più grande della storia: circa 555 milioni di azioni collocate a 135 dollari l'una, per un incasso di oltre 75 miliardi e una valutazione iniziale di circa 1,77 trilioni di dollari.

Il titolo ha conosciuto un avvio brillante, con un rialzo del 19 per cento nella prima seduta e un massimo infragiornaliero di 176,52 dollari, seguito però da correzioni anche brusche: appena una settimana dopo il debutto il prezzo era sceso sotto quota 155 dollari, con un calo del 16,4 per cento in una sola giornata.

I numeri della divisione intelligenza artificiale

Il nodo principale riguarda i conti della divisione xAI, che SpaceX ha acquisito e che rappresenta il fulcro della scommessa sull'intelligenza artificiale. Nel 2025 xAI ha registrato una perdita operativa di 6,36 miliardi di dollari su ricavi pari a 3,2 miliardi, con una spesa in conto capitale di 12,7 miliardi, superiore agli 8 miliardi complessivamente investiti da SpaceX nelle attività satellitari e di lancio.

Nel primo trimestre del 2026 la perdita operativa ha raggiunto i 2,47 miliardi su ricavi di 818 milioni, mentre le spese in conto capitale sono già ammontate a 7,7 miliardi. Il numero di utenti attivi mensili di Grok si aggira intorno ai 117 milioni, ma solo 1,9 milioni sono abbonati ai modelli avanzati.

La competizione sui modelli AI

Sul fronte delle prestazioni, i risultati non sono incoraggianti. Nell'ultima rilevazione del benchmark LiveBench, aggiornata al 28 settembre 2026, Grok 4.6 ha ottenuto un punteggio di 78,0, piazzandosi al quattordicesimo posto della classifica mondiale. Davanti a sé trova modelli cinesi come DeepSeek V4.1 Flash, sesto con 81,1, e Kimi K3 di Moonshot, undicesimo con 79,2. La classifica è guidata da Claude Fable 5.1 di Anthropic con 83,4 punti, e il divario complessivo tra i migliori modelli statunitensi e quelli cinesi si è ridotto a circa il 3 per cento, il livello più basso mai registrato.

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