Nuova ondata di caldo africano in arrivo, temperature fino a 7 gradi sopra la media
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Redazione Interno
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L’estate 2026 non concede tregua. L’escalation termica, già iniziata in queste ore, sta per trasformarsi in una nuova, imponente ondata di calore proveniente dal continente africano, la quarta dall’inizio della stagione. Le proiezioni meteorologiche, che confermano i timori degli ultimi giorni, delineano uno scenario destinato a segnare un ulteriore capitolo nella storia climatica del nostro Paese, con punte che potrebbero toccare i 7-8 gradi al di sopra delle medie stagionali.
Un’estate da record, il confronto con il 2003
Il meteorologo Lorenzo Tedici, che segue per il portale iLMeteo.it l’evoluzione dei pattern atmosferici, non usa mezzi termini nel definire la portata del fenomeno. Le attuali proiezioni, spiega, indicano che questa quarta ondata di calore potrebbe spingere l’intera stagione estiva a superare quella che fino a oggi era considerata l’annata più rovente della storia recente, ovvero il 2003. Un record, quello di ventitré anni fa, che aveva colpito in particolare il Centro-Nord e che sembrava ormai un termine di paragone difficilmente eguagliabile.
Le temperature previste per i prossimi giorni, e in particolare per il fine settimana, rischiano invece di riscrivere le gerarchie, con scarti termici così ampi da mettere in discussione i parametri climatici consolidati.
Bollini gialli e monitoraggio del ministero
Dopo la relativa pausa degli ultimi giorni, che aveva portato un temporaneo sollievo alle grandi città, il sistema di allerta del ministero della Salute tornerà a tingersi di giallo. Il bollettino quotidiano, che monitora 27 centri urbani distribuiti sull’intero territorio nazionale, segnala per oggi una situazione ancora al di fuori dell’emergenza, con Milano e Brescia che restano in bollino verde.
Ma la tregua sta per finire: già da martedì 28 luglio e per tutto mercoledì 29, il livello di allerta scatta nelle due città lombarde, segnando l’inizio di una fase critica che coinvolgerà progressivamente altre aree del Paese, in particolare quelle del versante padano, tradizionalmente le più esposte alle ondate di calore estive per la conformazione geografica e la scarsa ventilazione.
Il Veneto verso il picco, 40 gradi e notti tropicali
Il quadro più preoccupante, per la prossima settimana, si profila all’orizzonte del Veneto. L’espansione dell’anticiclone nord-africano, che dopo il passaggio della perturbazione atlantica prenderà saldamente il controllo sul Mediterraneo centro-occidentale, darà il via a una rimonta termica decisa e costante. La Regione Veneto, sulla base delle elaborazioni fornite dall’Arpav, ha già diramato un bollettino che prevede un progressivo rialzo dei valori, con un’accelerazione verso il culmine del fenomeno tra venerdì 31 luglio e domenica 2 agosto.
In quelle giornate, le colonnine di mercurio potrebbero raggiungere i 40 gradi, accompagnate da notti tropicali, ovvero con temperature minime che non scenderanno sotto la soglia dei 20 gradi, condizioni che rendono particolarmente difficile il riposo notturno e aggravano lo stress fisiologico sulla popolazione.
La durata dell’ondata e le aree più colpite
La tregua è stata breve, e gli esperti invitano a fare i conti con una situazione destinata a protrarsi. Questa quarta ondata di calore, sottolineano i meteorologi, coincide con il periodo statisticamente più torrido dell’anno, quello che va dalla fine di luglio alla metà di agosto. I picchi più elevati si registreranno al Centro-Nord, con un asse che idealmente congiunge Roma alla Pianura Padana: in queste aree, le massime potrebbero toccare agevolmente i 40 gradi.
Sul resto della penisola, e in particolare lungo le coste e le isole maggiori, le condizioni saranno meno estreme, ma comunque caratterizzate da valori intorno ai 35 gradi, con un tasso di umidità che in molte località contribuirà ad accrescere la percezione di afa, rendendo il disagio diffuso e generalizzato, senza sostanziali differenze tra il versante tirrenico e quello adriatico.
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