Andy Diaz: «Il mio miracolo è essere in Italia, a Cuba non posso entrare per altri otto anni»
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Redazione Sport
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Andy Diaz, il triplista azzurro che ha conquistato l’oro ai Mondiali indoor di atletica a Nanchino, non nasconde le emozioni quando parla del suo percorso. «Sono arrivato qui per cambiare vita, aiutare la mia famiglia, realizzare i miei sogni», racconta a Repubblica, in un’intervista che svela non solo l’atleta, ma anche l’uomo dietro la medaglia. Con un salto di 17,80 metri, Diaz non solo ha superato il record italiano, ma ha anche eguagliato la migliore prestazione stagionale mondiale, un risultato che lo proietta tra i grandi del triplo a livello internazionale.
La sua storia, però, va oltre i numeri e le misure. Originario di Cuba, Diaz non può fare ritorno nel suo Paese per almeno otto anni, una condizione che definisce «un prezzo da pagare» per aver scelto di rappresentare l’Italia. «Il mio miracolo è essere qui», confessa, sottolineando come la decisione di trasferirsi in Italia sia stata dettata dalla necessità di costruire un futuro diverso, lontano dalle difficoltà che lo hanno segnato.
Mentre a Nanchino si susseguono le gare, con gli azzurri che cercano di lasciare il segno, Diaz rappresenta un caso emblematico di come lo sport possa diventare un’ancora di salvezza. Non è solo una questione di medaglie, ma di riscatto personale. La sua performance, che ha portato l’Italia sul tetto del mondo, è il frutto di anni di sacrifici, allenamenti estenuanti e una determinazione che non conosce confini.
Intanto, la seconda giornata dei Mondiali indoor è stata trasmessa in diretta su RaiSport e Rai 2, con atleti come Zaynab Dosso e Lorenzo Simonelli impegnati nelle semifinali dei 60 metri e dei 60 ostacoli. Dosso, in particolare, ha conquistato la pole position, dimostrando una forma fisica eccellente. Sul fronte del salto con l’asta, Elisa Molinaro e Roberta Bruni hanno chiuso al settimo posto con 4,60 metri, un risultato solido ma che non ha consentito loro di competere per il podio, vinto invece dalla francese Marie-Julie Bonnin.




