Dispatch, il noir interattivo che sfida le censure, debutta con polemiche su Nintendo Switch
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Il cielo di Los Angeles, in un tempo indefinito e forse parallelo, non è solo una cornice atmosferica ma il preludio a un'operazione di salvataggio dai contorni oscuri. È in questo scenario che si muove Robert Robertson, antieroe dalla voce profonda e dallo sguardo carico di una sofferenza ancestrale, seduto sul ciglio di un cartellone pubblicitario con il viso segnato e un destino da compiere. Il suo ruolo, all'interno della squadra speciale di "Dispatch", è al centro dell'innovativo videogioco a episodi che l'AdHoc Studio ha concepito per rinnovare il genere noir, affidandosi a personaggi complessi e a una narrazione che si dipana attraverso le scelte del giocatore.
La censura inattesa e le reazioni
A pochi giorni dal lancio sulla console di Kyoto, però, l'esperienza immersiva pensata dagli sviluppatori è stata parzialmente compromessa da un fatto inaspettato. Su entrambe le versioni della console, la Switch originale e la più recente Switch 2, il gioco è infatti apparso affetto da interventi di censura piuttosto rudimentali, consistenti in rettangoli neri posizionati sopra alcune immagini durante le sequenze narrative. Questa modalità, giudicata grezza da molti osservatori, ha sollevato perplessità in merito alla sua reale necessità e, soprattutto, alla sua implementazione, andando a inficiare la fluidità visiva dell'opera.
Le dichiarazioni ufficiali e il ruolo del CERO
La questione ha costretto prima Nintendo a rompere il silenzio, precisando, in una dichiarazione piuttosto stringata, di non essere l'autrice diretta di tali modifiche. Successivamente, è intervenuto lo stesso AdHoc Studio con un aggiornamento più articolato, nel quale ha cercato di chiarire la dinamica dell'accaduto. Secondo quanto emerso dalle parole degli sviluppatori, la censura sarebbe il risultato del processo di adattamento condotto in collaborazione con la casa madre nipponica per poter pubblicare il titolo sulle sue piattaforme. Fondamentale, in questa vicenda, sembra essere stato il parere del CERO, l'ente di classificazione giapponese noto per applicare standard particolarmente rigidi, specialmente in materia di rappresentazione della nudità, più severi rispetto a quelli utilizzati dalle controparti occidentali.
Il successo commerciale nonostante le polemiche
Nonostante il dibattito sorto attorno a questi aspetti tecnici, "Dispatch" non ha faticato a ritagliarsi uno spazio di rilievo nel mercato digitale. Nella classifica settimanale dell'eShop, il titolo ha infatti conquistato una posizione di tutto rispetto, piazzandosi tra i più venduti. A guidare la graduatoria, in una sorta di dejà-vu, si è confermato "Animal Crossing: New Horizons", che grazie al recente aggiornamento e alla compatibilità con la nuova console vive una rinnovata primavera, resistendo saldamente al primo posto e precedendo colossi come "Leggende Pokémon Z-A". Il dato di vendita dimostra quindi come l'interesse per l'opera di AdHoc Studio, con il suo tentativo di rileggere i canoni del noir attraverso una squadra di personaggi imperfetti, rimanga alto, superando le critiche legate alla presentazione tecnica su alcuni dispositivi.




