Fedez al congresso di Forza Italia: il dibattito (e le polemiche) che dividono il partito
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Mentre i giovani di Forza Italia si riunivano a Roma il 31 maggio per il loro congresso, l’annuncio di un "super-ospite" aveva alimentato curiosità e aspettative. A stupire, però, non è stato un politico di lungo corso o un volto storico del centrodestra, bensì Fedez, rapper e imprenditore noto per posizioni spesso lontane da quelle di Fi. Un invito voluto da Maurizio Gasparri e approvato dal segretario Antonio Tajani, ma che tra le fila del partito – soprattutto tra i dirigenti più anziani – non ha mancato di sollevare perplessità.
Stefano Benigni, vice segretario nazionale, ha difeso la scelta in un’intervista al Giornale: «Sono stato il primo a volere Fedez», ha spiegato, sottolineando come il confronto con avversari politici non debba essere evitato. «La sua vita – ha aggiunto – tocca temi che come governo stiamo affrontando, dalla depressione alla salute mentale». Un tentativo, quello di Benigni, di legittimare una presenza che però ha acceso dibattiti ben oltre i confini della politica.
Fedez, dal canto suo, non si è sottratto alle critiche. Dal palco ha ironizzato sul sindaco di Milano Giuseppe Sala («un sindaco influencer? No, grazie»), rivendicando al tempo stesso la scelta di partecipare: «So che la mia presenza ha creato un cortocircuito», ha ammesso, ricordando come nei suoi podcast abbia spesso cercato il dialogo con esponenti di destra, mentre «la sinistra rifiuta il confronto». Parole che, inevitabilmente, hanno scatenato reazioni a catena.




