Prezzi carburanti, benzina e diesel oltre i 2 euro: cosa succede a settembre
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Redazione Economia
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Il mese di agosto si chiude senza nuovi aumenti alla pompa, ma per gli automobilisti italiani non è certo una buona notizia. I prezzi di benzina e diesel restano infatti su livelli particolarmente elevati, con entrambi i carburanti sopra la soglia dei 2 euro al litro in modalità self service. Secondo gli ultimi dati dell'Osservatorio prezzi del MIMIT, lunedì 31 agosto la benzina viene venduta mediamente a 2,017 euro/litro sulla rete stradale nazionale, mentre il gasolio si attesta a 2,130 euro/litro.
La situazione è più cara in autostrada, dove la verde raggiunge 2,097 euro/litro e il diesel 2,204 euro/litro, questi ultimi in leggero calo rispetto a domenica quando era stato rilevato un prezzo di 2,205 euro/litro.
Prezzi fermi nonostante il rialzo del petrolio
La stabilità dei prezzi alla pompa, che in rete nazionale non mostrano variazioni rispetto al giorno precedente per entrambe le tipologie di carburante, arriva in una congiuntura particolare. Il prezzo del petrolio, infatti, continua a salire, spinto da un'ultima escalation militare tra Stati Uniti e Iran che ha riportato il Brent verso quota 90 dollari al barile, con un balzo di quasi il 3%. Questa tensione, concentrata in particolare nello Stretto di Hormuz, arteria cruciale per l'offerta mondiale di greggio, potrebbe alimentare ulteriori rincari nei prossimi giorni.
La tregua sui listini, in questo contesto, appare quindi come una sospensione temporanea, con il mercato in una fase di assestamento che potrebbe rivelarsi di breve durata.
Lo sconto sulle accise del diesel in scadenza il 5 settembre
A pesare sul costo del diesel, e a contenerne temporaneamente l'impennata, è il provvedimento governativo che ha prorogato fino al 5 settembre 2026 il taglio delle accise di 17 centesimi al litro. Questo sconto, vale circa 130 milioni di euro e rappresenta l'ennesimo intervento, il tredicesimo da inizio crisi, che ha portato a una spesa complessiva di oltre 2,7 miliardi di euro. Il provvedimento prevede anche un credito d'imposta per le imprese di autotrasporto e il prolungamento del rimborso delle accise sul gasolio commerciale.
La scadenza di questo sconto fiscale, che arriva proprio mentre il mercato petrolifero torna sotto pressione, rappresenta un'incognita per gli automobilisti: il timore è che il beneficio, una volta terminato, possa non essere più sufficiente a compensare eventuali nuovi aumenti del greggio.
L'incognita di settembre e le possibili nuove misure
Con l'avvicinarsi del 5 settembre, il governo sta studiando nuove strade per affrontare il caro carburanti. L'ipotesi di una nuova proroga del taglio delle accise, come quella appena varata, sembra perdere quota a causa dell'eccessivo costo per le finanze pubbliche e dell'impatto limitato che ha dimostrato di avere sul prezzo finale alla pompa, visto che il diesel è rimasto comunque sopra i 2 euro.
Tra le alternative al vaglio dell'esecutivo ci sono le accise mobili, un meccanismo che utilizzerebbe l'extra gettito Iva per finanziare nuovi tagli, anche se di entità contenuta, e un intervento più mirato. Quest'ultima soluzione, caldeggiata dal ministro Urso, si orienterebbe verso misure selettive a favore di chi si sposta per lavoro o dei ceti meno abbienti.
Una delle proposte più concrete, per evitare il criterio dell'Isee ritenuto iniquo, è quella di un bonus benzina erogato tramite i datori di lavoro attraverso il meccanismo dei fringe benefit, che renderebbe il contributo esentasse sia per l'azienda che per il dipendente.
Confronto con i picchi del passato
I livelli attuali, sebbene pesanti per i portafogli degli italiani, non rappresentano ancora i record storici. Bisogna tornare al settembre del 2023 per ritrovare la benzina sopra quota 2 euro, con una media settimanale di 2,001 euro al litro, ma il picco assoluto degli ultimi anni rimane quello del marzo 2022, dopo lo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina, quando la benzina aveva superato i 2,2 euro al litro. In quel frangente, la spinta dei prezzi fu tale da indurre il governo Draghi a un primo taglio delle accise.
Oggi, nonostante le tensioni internazionali e un contesto di inflazione diverso, il valore del petrolio e il costo dei carburanti restano un nodo economico e politico centrale per il Paese.
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