I primi casi di influenza in Lombardia e Lazio, mentre parte la campagna vaccinale

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Con l’irrigidirsi delle temperature e l’arrivo delle prime piogge, si registrano, come atteso, i casi iniziali di influenza stagionale in Lombardia e Lazio. Il bollettino InfluNews della Regione Lombardia, che analizza la settimana dal 6 al 12 ottobre 2025, fotografa un’incidenza totale delle sindromi simil-influenzali pari a 7,8 casi ogni mille assistiti, un dato che, seppur in crescita, si colloca ancora in una fase definita di “intensità basale”. A mostrare la dinamica di contagio, differente per ciascuna generazione, sono le cifre disaggregate per età: i bambini tra zero e quattro anni, la cui socialità ne favorisce la diffusione virale, risultano i più colpiti con 13,6 casi ogni mille, mentre gli adolescenti nella fascia 5-14 anni registrano il valore più basso, fermo a 3,8. Per gli adulti under 65 l’incidenza sale a 9,2, attestandosi a 5,4 tra gli over 65, categoria tradizionalmente più vulnerabile.

I virus in circolazione e l'avvio delle vaccinazioni

Tra i patogeni identificati dai laboratori di riferimento, non circola ancora in maniera preponderante il virus dell’influenza stagionale, che rappresenta appena l’1,4% dei casi. A farla da padrone, in questo avvio di stagione, è invece il Rhinovirus, responsabile di gran parte dei comuni raffreddori e di una quota pari al 30,8% delle infezioni riscontrate. Parallelamente al monitoraggio epidemiologico, prende il via la macchina organizzativa della prevenzione. In provincia di Catanzaro, come ha reso noto il segretario generale della FIMMG locale, è stato siglato l’accordo tra l’Azienda Sanitaria Provinciale e i medici di medicina generale, gettando le basi per la campagna antinfluenzale 2025-2026. L’operazione, che coinvolgerà i professionisti sul territorio, avrà inizio il 23 ottobre per concludersi, salvo eventuali proroghe legate all’andamento dei contagi, il 31 gennaio dell’anno prossimo.

I sintomi della nuova stagione influenzale

La nuova stagione, che molti operatori del settore sanitario si aspettano possa rivelarsi di notevole intensità, si presenta con il classico corteo sintomatologico. Febbre, spesso elevata e a insorgenza brusca, si accompagna a stati di profonda spossatezza, dolori muscolari e articolari, tosse e mal di gola. Questi segni, che è bene non confondere con quelli, generalmente più lievi, delle sindromi parainfluenzali, costringono spesso a un periodo di riposo a letto, incidendo sulla vita quotidiana e lavorativa delle persone. La convalescenza, per alcuni, può protrarsi per diverse settimane, lasciando strascichi di affaticamento e debolezza.

L'importanza della profilassi

La vaccinazione, la cui offerta attiva è ormai prossima, si conferma lo strumento più efficace per contenere l’impatto della malattia, riducendo in modo significativo il rischio di complicanze gravi, che in certi casi – specie tra gli anziani e i soggetti fragili con patologie croniche pregresse – possono rendere necessario il ricovero in ospedale. La somministrazione del vaccino, la cui composizione viene aggiornata ogni anno per adeguarsi ai ceppi virali circolanti, richiede circa un paio di settimane per stimolare una risposta immunitaria completa, un lasso di tempo che rende il periodo autunnale il momento ideale per proteggersi, prima che l’epidemia raggiunga il suo picco.

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