La cometa dorata si è spezzata in tre frammenti dopo il passaggio vicino al Sole
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Redazione Scienza e Tecnologia
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La cosiddetta cometa “dorata”, ufficialmente catalogata come C/2025 K1 Atlas, ha subito una frammentazione in tre parti distinte, un evento di notevole portata che gli astronomi stanno analizzando per comprenderne le dinamiche più intime. L'oggetto celeste, la cui individuazione risale al 24 maggio 2025 per mezzo di un programma di monitoraggio del cielo, aveva compiuto il suo transito al perielio, il punto di massima vicinanza alla nostra stella, l'8 ottobre scorso. È plausibile che le intense sollecitazioni termiche e gravitazionali sperimentate in quella fase, le cui conseguenze sono state oggetto di studio, abbiano contribuito in modo decisivo al disgregarsi del nucleo. La sua struttura, forse già fragile e non coesa, non avrebbe retto allo stress, offrendo agli studiosi un raro caso di studio su un processo di disintegrazione cometaria.
L'ipotesi principale sulla frammentazione
Sebbene le indagini siano in corso, la comunità scientifica propende per un nesso causale diretto tra il passaggio radente al Sole e la successiva disintegrazione. Il calore intenso, che sublima i ghiacci interni rilasciando gas e polveri, può generare delle fratture nel nucleo; quando queste diventano troppo profonde, l'intero corpo celeste può letteralmente dividersi, come è accaduto alla C/2025 K1. Di questi, alcuni si disperdono nello spazio, mentre altri continuano a viaggiare insieme, sebbene come entità separate. È un fenomeno che si osserva di quando in quando, ma che, ogni volta, fornisce dati preziosi per capire la composizione e l'evoluzione di questi antichi viaggiatori cosmici.
Il contesto della cometa interstellare I/Atlas
In un contesto del tutto separato, sta catturando l'attenzione degli scienziati un altro visitatore celeste, la cometa interstellare I/Atlas. Questo corpo, il terzo del suo genere mai identificato all'interno del nostro sistema solare, proviene da un sistema stellare remoto, trasportando con sé, come un messaggio in una bottiglia cosmica, informazioni preziose su mondi lontanissimi. La sua natura di oggetto interstellare, distinta dalle comete che orbitano stabilmente attorno al Sole, la rende un bersaglio osservativo di eccezionale interesse. La sua età, che alcuni stimano attorno ai sette miliardi di anni, ne fa una reliquia di epoche cosmiche primordiali, un testimone muto di processi formativi avvenuti in un angolo di galassia a noi sconosciuto.
La campagna osservativa internazionale
Proprio per sfruttare al massimo questa rara opportunità scientifica, l'International Asteroid Warning Network ha organizzato una campagna osservativa dedicata, che si protrarrà da fine novembre fino alla fine di gennaio. La cometa I/Atlas è già stata immortalata da telescopi spaziali e da sonde in orbita marziana, appartenenti sia all'Agenzia Spaziale Europea che a missioni cinesi. Questo sforzo coordinato, che coinvolge strumenti sia terrestri che spaziali, mira a raccogliere il maggior numero possibile di dati sulla sua composizione chimica, sulla sua traiettoria e sul suo comportamento, nella speranza di decifrarne l'origine e la storia. Si tratta di uno di quegli eventi che uniscono la comunità astronomica globale in uno sforzo collettivo di scoperta, al di là delle singole agenzie o nazionalità.




