Cesare Cremonini, dal tetto della Rai uno swing per Fiorello
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Con un gesto teatrale e inaspettato, Cesare Cremonini ha scelto i tetti degli studi Rai di via Asiago a Roma, trasformandoli in un palcoscenico a cielo aperto, per presentare l'inedito intitolato "La Santa Pennicanza". Il brano, un omaggio swing e dichiarato alla nuova trasmissione radiofonica di Fiorello, rappresenta una virata stilistica che il cantautore bolognese ha affrontato con disinvoltura, riallacciandosi a una tradizione musicale che sembrava appannaggio di un passato remoto. Quella che ha offerto non è stata una semplice esecuzione, ma una performance volutamente fuori dagli schemi, pensata per stupire e per calarsi appieno nello spirito giocoso e dissacrante del programma a cui il testo è dedicato, un programma che, non a caso, porta lo stesso nome della canzone.
Un ritorno tra citazioni colte e cultura popolare
Il cantautore, che da sempre dimostra una voglia di sperimentare evitando le strade più battute, ha esplicitamente citato come modello ideale quel filone musicale televisivo reso celebre da Renzo Arbore, un universo sonoro che a sua volta attingeva a piene mani dal genio di Renato Carosone. "È una canzone ‘alla Arbore’", ha chiosato Cremonini, riferendosi a quelle composizioni nate liberamente per programmi cult come "Indietro tutta" e "Quelli della notte", pezzi che, con la loro ironia tagliente e una semplicità solo apparente, riuscivano a raccontare un'Italia in trasformazione raggiungendo una platea vastissima. In questo nuovo lavoro, la sua cifra artistica si fonde con un sound che evoca un'epoca passata, ma lo fa senza nostalgia, piuttosto con l'intento di riportarne in vita l'energia e l'immediatezza in un contesto contemporaneo.
La cornice di una puntata speciale
L'evento ha avuto luogo nel corso di una puntata speciale del programma "La Pennicanza", condotto da Fiorello insieme a Fabrizio Biggio su Rai Radio2, una trasmissione che da questa settimana ha ampliato la sua visibilità diventando accessibile anche attraverso il canale 202 del digitale terrestre. L'uscita del brano, dal testo volutamente surreale e concettuale, si inserisce in un percorso artistico che Cremonini costruisce per capitoli spesso imprevedibili, confermando la sua propensione a mescolare linguaggi differenti e a osare con riferimenti colti, senza per questo perdere l'aderenza a una cultura popolare che costituisce una delle sue fonti di ispirazione più genuine.
La strategia di uno sguardo sempre nuovo
Quella di Cremonini, del resto, non è una semplice operazione di revival, bensì una riesplorazione attiva di sonorità che hanno segnato la storia dello spettacolo italiano. La scelta di un ritmo swing, l'ambientazione surreale sul tetto della Rai e il tributo a uno show radiofonico appena nato delineano la figura di un artista che rifugge dalle classificazioni rigide. Egli preferisce invece navigare tra generi e formati, dimostrando come la tradizione possa essere un serbatoio inesauribile di idee per chi, come lui, ha la capacità di rileggerla con uno sguardo contemporaneo e senza timori, arricchendo il proprio catalogo con un tassello così spiazzante quanto coerente con la sua personale ricerca musicale.




