Elodie e Andrea Soriga: il tocco sardo dietro i look di Sanremo
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Redazione Interno
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È cominciata la settimana più attesa dell’anno, quella del Festival di Sanremo, che non è solo musica ma anche moda, stile e immagine. Tra i protagonisti di questa edizione, che segna il ritorno di Carlo Conti alla conduzione dopo nove anni di assenza, c’è anche un nome che porta con sé un pezzo di Sardegna: Andrea Soriga, hairstylist di fama internazionale, originario di Cagliari, ormai punto di riferimento per le celebrità del mondo dello spettacolo.
Soriga, che da tempo collabora con artiste del calibro di Elodie, Gaia ed Emma, è diventato una figura imprescindibile per chi vuole brillare sul palco dell’Ariston. Non è un caso che, tra i suoi clienti, ci siano alcuni dei nomi più in vista della scena musicale italiana. Elodie, in particolare, affida da anni al suo estro la cura del proprio look, dimostrando come il talento di Soriga vada ben oltre la semplice acconciatura, diventando parte integrante dell’identità artistica di chi sceglie di lavorare con lui.
Ma Sanremo non è solo musica e capelli: è anche moda, e quest’anno la kermesse si trasforma in una vera e propria passerella. Carlo Conti, che torna a vestire i panni di conduttore e direttore artistico, ha scelto per sé gli abiti di Stefano Ricci, brand fiorentino simbolo del lusso maschile, facendo il suo debutto sul palco dell’Ariston. Una scelta che non passa inosservata, così come i look degli altri ospiti, tra cui Antonella Clerici, Gerry Scotti, Bianca Balti e Mahmood, tutti chiamati a rendere memorabile la 75esima edizione del festival.
La moda, del resto, è da sempre parte integrante dello spirito di Sanremo. Come raccontano gli esperti, da Mina ad Achille Lauro, sono stati molti i trucchi e gli stili che hanno fatto la storia della kermesse, contribuendo a creare un’immagine unica e riconoscibile. E se la musica resta il cuore pulsante dell’evento, è indubbio che i look dei protagonisti, curati nei minimi dettagli, siano diventati un elemento altrettanto essenziale per raccontare lo spirito di un festival che, nonostante il passare del tempo, continua a mantenere intatto il suo fascino.




