Antenucci e il Milan di Allegri, le ambizioni rossonere e l’incrocio del derby d’Italia che tiene banco tra San Siro e il mercato

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La convinzione di Mirko Antenucci, espressa ai microfoni di TMW Radio, assume una precisa fisionomia tecnica quando si analizza il calendario che attende Massimiliano Allegri e i suoi: quel «filotto» possibile, quella striscia di risultati pieni da collezionare prima di presentarsi all’appuntamento con il derby, rappresenta per l’ex attaccante non una semplice speranza ma la concreta manifestazione di una crescita organica della squadra. «Per me sì, è l’unica che può dare fastidio a questa Inter», ha dichiarato Antenucci riferendosi al Milan, e il suo ragionamento affonda le radici nella solidità trasmessa da un allenatore forte – Allegri, appunto – e nella curva di miglioramento esibita dai rossoneri dall’avvio del campionato. I fatti, del resto, consegnano una classifica che vede l’Inter saldamente in vetta a 58 punti, inseguita proprio dal Milan a quota 50 con una gara da recuperare -2. Una distanza che non è un abisso, e che potrebbe assottigliarsi ulteriormente attraverso la trasferta di Pisa, anticipo del venerdì, e i successivi impegni contro Cremonese e Parma; tre squadre, queste, che nel girone d’andata hanno sottratto ai rossoneri ben quattro punti su sei -5-6.

La vigilia di Allegri e il peso specifico delle dichiarazioni

Alla vigilia della sfida dell’Arena Garibaldi, Allegri ha spento sul nascere qualsiasi tentazione di derive polemiche – quelle sugli arbitri, per esempio, che in Italia riescono a coinvolgere persino episodi accaduti in Inghilterra – per riportare il focus esclusivamente sull’obiettivo Champions League. «Con 50 punti non vai neanche in Conference», ha sbottato il tecnico livornese, fotografando con cinica lucidità l’esiguità del margine e la necessità di non abbassare la tensione -5. Il gruppo, a suo dire, possiede valori morali e una voglia di rivalsa che si alimenta anche attraverso le cene organizzate per saldare le multe, piccoli rituali di coesione interna che cementano l’ambiente. Antenucci, dal canto suo, non ha fatto previsioni astratte: ha semplicemente constatato che il potenziale offensivo e l’equilibrio mostrato nelle ultime uscite rendono il Milan l’antagonista più credibile per scalfire il predominio nerazzurro.

Inter-Juventus, l’incrocio di San Valentino che cambia le prospettive

Mentre il Milan prepara la sua rincorsa, l’attenzione della venticinquesima giornata si concentra inevitabilmente sull’asse di San Siro, dove sabato 14 febbraio alle 20.45 andrà in scena Inter-Juventus -1. La sovrapposizione con la sera di San Valentino ha scatenato meme virali e dilemmi sentimentali tra i dodici milioni di tifosi delle due fazioni, ma sul piano tecnico la partita rappresenta un crocevia delicatissimo per i bianconeri di Luciano Spalletti. Claudio Marchisio, intervistato, ha riconosciuto la superiorità strutturale dell’Inter – «da 4 o 5 anni è la squadra più forte, indipendentemente da quanto poco ha vinto» –, eppure ha lasciato intendere che la Juventus arriva all’appuntamento con una consapevolezza diversa -2. I numeri dicono che i nerazzurri sono primi in classifica e in semifinale di Coppa Italia, unica tra le grandi a essere ancora in corsa, eppure aleggia costantemente il dubbio sul loro rendimento contro le big: una narrazione forse gonfiata, ma che il derby d’Italia potrebbe smentire o alimentare.

Il mercato dietro le quinte e i nodi da sciogliere

Dietro la partita, tuttavia, si muovono strategie di mercato che intrecciano i due club in un confronto parallelo. La Juventus e l’Inter stanno monitorando Guglielmo Vicario, portiere del Tottenham: i nerazzurri devono pianificare l’eredità di Yann Sommer, il cui contratto è in scadenza, mentre i bianconeri valutano l’ipotesi di affiancare o sostituire Michele Di Gregorio, non senza qualche incertezza legata anche alla volontà di Mattia Perin di cercare altrove più spazio -4. L’affare, complesso e oneroso – il costo dell’ex Empoli si aggirerebbe su cifre vicine ai quaranta milioni –, si scontra con i bilanci e con le priorità. Parallelamente, la Juventus deve fare i conti con l’investimento di quaranta milioni per Louis Openda, fermo a un solo gol in venti partite di campionato, e con il sogno Sandro Tonali, reso irraggiungibile dalle richieste del Newcastle e dall’irruzione del Real Madrid -4. Un retroscena, questo, che inevitabilmente condiziona la percezione del presente e le rotazioni di Spalletti.

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