Piazza Affari mette il turbo: Campari in rialzo del 4,93%
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Redazione Economia
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La seduta di Piazza Affari si è chiusa con un segno decisamente positivo per Davide Campari-Milano, che ha registrato un rialzo del 4,93%, confermando una trendline settimanale in netta ascesa. Questo andamento, più marcato rispetto a quello del mercato generale, evidenzia una crescente appetibilità del titolo da parte degli investitori, con un obiettivo di breve termine fissato a 6,326 euro.
I numeri del 2024, resi noti il 4 marzo dopo la chiusura della Borsa, hanno contribuito a rafforzare la fiducia nel gruppo. Campari ha chiuso l’esercizio con ricavi netti di 3,07 miliardi di euro, segnando un incremento del 2,4% al netto del consolidamento di Courvoisier, la casa di cognac acquisita nel 2023, e del 5,2% su base complessiva. Nonostante ciò, l’utile netto del gruppo è sceso del 39%, attestandosi a 202 milioni di euro. Il consiglio di amministrazione ha proposto all’Assemblea la distribuzione di un dividendo di 0,065 euro per azione, in linea con quello dell’anno precedente.
La performance del 2024, che ha visto Campari superare i competitor, non è tuttavia priva di ombre. L’incertezza per il 2025 è alimentata dai dazi imposti dall’amministrazione Trump, il cui impatto è stimato tra i 90 e i 100 milioni di euro. Una prospettiva che, unita ai piani di ristrutturazione interna, aggiunge un velo di cautela alle previsioni.
Simon Hunt, nuovo CEO del gruppo, ha ereditato un’azienda in fase di transizione, caratterizzata da avvicendamenti al vertice e da scelte strategiche che puntano a un approccio rigoroso. Tra queste, il taglio del 10% della forza lavoro, già annunciato, lascia intendere che potrebbe non essere l’unica misura adottata per affrontare le sfide del prossimo esercizio.
Morningstar, da parte sua, mantiene invariata la stima del fair value del titolo a 9 euro, ritenendo i risultati del 2024 in linea con le aspettative. Tuttavia, il 2025 si prospetta come un anno di ulteriore transizione, con incognite legate sia ai dazi sia alle scelte operative del nuovo management




