Tregua tra Hamas e Israele, accuse reciproche e negoziati in stallo
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Redazione Esteri
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Le tensioni tra Hamas e Israele, che da tempo caratterizzano la regione della Striscia di Gaza, hanno recentemente raggiunto un nuovo picco, con entrambe le parti che si accusano reciprocamente di ostacolare i negoziati per un cessate il fuoco e la restituzione degli ostaggi. Secondo quanto riportato dalle tv satellitari arabe, Hamas ha accusato Israele di aver posto nuove condizioni che hanno portato al rinvio della conclusione di un accordo. Tuttavia, l'ufficio del primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha risposto a tali affermazioni, accusando a sua volta il gruppo palestinese di ostacolare il raggiungimento dell'intesa.
In questo contesto, il presidente israeliano Isaac Herzog ha lanciato un appello alle parti in conflitto, chiedendo di agire con tutte le loro forze e con tutti i mezzi a disposizione per raggiungere un accordo. Nonostante ciò, le accuse reciproche continuano a prevalere, con Israele che nega le accuse di Hamas e afferma di aver invitato i civili ad abbandonare il teatro delle operazioni per la loro sicurezza.
Nel frattempo, le forze israeliane hanno condotto una delle campagne più punitive degli ultimi 14 mesi, colpendo nel nord della Striscia di Gaza, intorno a tre ospedali a Beit Lahiya, Beit Hanoun e Jabalia, sulla linea di confine. I palestinesi sostengono che Israele stia cercando di spopolare la zona per creare una sorta di fascia di sicurezza, mentre Israele respinge tali accuse.
I negoziati indiretti per un cessate il fuoco e uno scambio di prigionieri continuano a Doha, ma le nuove condizioni imposte da Israele, secondo Hamas, hanno complicato ulteriormente la situazione.




