Nico Gonzalez e il mercato che non scatta: la Juve perde i pezzi tra infortuni e trattative al ribasso
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Redazione Sport
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L’estate della Juventus, per dirla tutta, si annuncia fin da ora come un rebus a dir poco complicato sul fronte delle plusvalenze.
A complicare ulteriormente i piani dei dirigenti bianconeri, infatti, ci ha pensato la fragilità muscolare di Nico Gonzalez, l’esterno argentino che ormai da mesi sembra giocare a rimpiattino con la propria condizione fisica.
È ormai ufficiale – se così si può definire la mancanza di un atto formale – che l’Atletico Madrid non riscatterà automaticamente il cartellino del calciatore, dal momento che il nuovo stop patito in settimana (l’ennesimo di una stagione tormentata) gli impedirà di raggiungere la fatidica soglia delle 21 presenze da almeno 45 minuti nella Liga, quella che avrebbe trasformato il prestito in una cessione definitiva da 32 milioni di euro. gazzetta +3
Il nodo del riscatto e le perplessità dell’Atletico
La clausola, lo ricordiamo, era stata inserita nel contratto lo scorso settembre proprio per tutelare l’investimento del club spagnolo, che pure aveva accolto il calciatore con grandi aspettative; Simeone, va detto, ne aveva fatto un autentico pretoriano, schierandolo ogni volta che le gambe glielo permettevano, ma la concorrenza nel reparto offensivo dell’Atletico è talmente agguerrita (basti pensare ai vari Lookman o Baena) che la dirigenza aveva già mostrato più di un dubbio sulla cifra pattuita con la Juve.
Alla fine, a togliere tutti dall’imbarazzo – ovvero dall’eventualità di dover schierare Gonzalez a tutti i costi nelle ultime giornate pur di non perderlo – ci ha pensato un muscolo traditore, quello che lo costringerà a uno stop di almeno tre settimane proprio mentre il campionato volge al termine.
Di fatto, l’infortunio ha interrotto seccamente quel lento countdown che avrebbe potuto portare a un tesoretto da 32 milioni, denaro che ora la dirigenza bianconera dovrà cercare altrove per alimentare il mercato richiesto da Spalletti. spazioj +3
L’altra tegola Douglas Luiz e il buco da sessanta milioni
Né è finita qui, perché il caso di Nico Gonzalez non rappresenta un’eccezione, bensì la fotografia di un malessere più ampio legato agli investitori sbagliati.
C’è poi Douglas Luiz, il centrocampista brasiliano la cui parabola torinese è stata un lento declino fatto di panchine e prestazioni mai davvero incisive, tanto da essere stato rispedito al mittente prima dal Nottingham Forest e poi dall’Aston Villa; per lui non arriveranno i 25 milioni del riscatto, e la Juve si ritrova in pugno un giocatore dal peso specifico economico insostenibile (ingaggio da 5 milioni netti fino al 2029) che nessuno, al momento, sembra volere veramente.
Sommando i 32 milioni dell’argentino ai 25 del brasiliano, saltano fuori quasi 60 milioni di potenziali entrate che sono evaporati nel giro di poche settimane – come un castello di sabbia travolto dalla marea – e la sostanza è che la società di corso Galileo Ferraris si ritrova a dover ricostruire il puzzle offensivo con risorse dimezzate rispetto a quelle preventivate. spazioj +3
Il braccio di ferro, Simeone e quello sconto che la Juve non vuole
Non che l’Atletico Madrid abbia chiuso del tutto la porta a Nico Gonzalez, beninteso: anzi, il Cholo Simeone (ancora con le ferite aperte per quella finale di Champions persa contro l’Arsenal) ne ha fatto una questione quasi ostinata, chiedendo espressamente alla dirigenza di non mollare la presa sull’esterno argentino.
Il piano, nelle settimane a venire, sarà quello di tornare al tavolo per chiedere uno sconto sostanzioso: dove prima c’era un obbligo da 32 milioni, ora si prova a infilare una trattativa libera sulla base dei 20, cifra questa che corrisponde più o meno al valore residuo di Gonzalez a bilancio per la Juventus.
Da parte sua, la Vecchia Signora proverà a resistere, forte del fatto che anche Spalletti (che a suo tempo non aveva avallato la cessione) vedrebbe di buon occhio il rientro del calciatore in un 4-3-3 che abbisogna di ali duttili e di esperienza internazionale; ma tenerselo significherebbe anche dover pagare il suo ingaggio (3,6 milioni netti) e perdere quell’introito che serviva come il pane per finanziare altri colpi.
Un vero e proprio braccio di ferro, insomma, dove ognuna delle due parti cercherà di strappare la soluzione meno dolorosa, in un bailamme di prestiti non tramutati e riscatti mancati che rischia di avvelenare l’aria già di per sé tesa intorno alla Continassa. calciomercato +3




