L'Unione europea mette in guardia la Georgia: ritirare la legge russa o rischiare l'adesione
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Redazione Esteri
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La Georgia si trova sotto pressione internazionale per ritirare la sua controversa legge sugli "agenti stranieri", vista come un riflesso delle leggi utilizzate nella Russia di Vladimir Putin per reprimere il dissenso. L'Unione europea ha avvertito che la legge, che ha scatenato enormi proteste di piazza, rappresenta un ostacolo per le ambizioni del Paese di entrare nel blocco. A dicembre, la Georgia ha ottenuto lo status di candidato all'adesione all'UE.
Il dilemma della Georgia
Bidzina Ivanishvili è un personaggio complesso che tiene in bilico la Georgia. È russo, ma non è russo. È filorusso, ma anche filoeuropeo. È filo-Nato, ma pure putiniano. È un oligarca, ma non è sanzionato. È il padrone, ma fa l’umile. Sogna la Georgia, ma il suo incubo è l’Occidente. Da una villa da 50 milioni di dollari sul monte Mtatsminda, guarda la folla immensa che lo contesta.
La legge sull'influenza straniera
La notizia è su tutti i grandi media: il parlamento della Georgia ha approvato la legge sull’influenza straniera. La nuova legge richiederà alle organizzazioni che ricevono più del 20% dei loro finanziamenti dall'estero di registrarsi come “agenti di influenza straniera” o dovranno affrontare multe salate. Le proteste in patria non sono mancate, amplificate anche oltre misura - dato i numeri apparentemente non di massa - sui media occidentali, e prontamente sposate a parole da leader statunitensi ed europei che, praticamente all'unisono, hanno affermato che la legge comprometterà la domanda di adesione della Georgia all'UE.




