Tuchel resta in panchina, la clausola salva l'Inghilterra. E il retroscena su Guardiola

Tuchel resta in panchina, la clausola salva l'Inghilterra. E il retroscena su Guardiola
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Redazione Sport Redazione Sport   -   La débâcle contro l'Argentina, con il gol di Anthony Gordon che sembrava aver aperto le porte della finale e invece la rimonta dell'Albiceleste firmata da Enzo Fernandez e Lautaro Martinez, ha scatenato l'ira dei tifosi e della stampa inglese. I fischi allo stadio di Miami e le critiche feroci di opinionisti come Gary Neville e Thierry Henry hanno reso l'aria irrespirabile per Thomas Tuchel. Eppure, il commissario tecnico tedesco siederà ancora sulla panchina dei Tre Leoni, almeno fino al 2028.

A deciderlo non è stata la fiducia cieca della Football Association, ma la combinazione tra clausole contrattuali precise e un peso economico che rende un eventuale esonero, a conti fatti, una prospettiva improponibile. La notizia che rimbalza dal quartier generale della FA è chiara: l'avventura di Tuchel continua, nonostante il pressing mediatico e la delusione per una semifinale giocata con il freno a mano tirato.

La clausola che salva il ct tedesco

Il contratto che lega Tuchel alla nazionale inglese, firmato fino al termine degli Europei del 2028 che si disputeranno proprio in Inghilterra e in Irlanda, è stato al centro di un'accurata verifica da parte della dirigenza. Secondo quanto riportato da The Athletic, il rapporto non sarebbe mai stato in pericolo, poiché le uniche condizioni che avrebbero potuto permettere alla FA di interrompere anticipatamente il rapporto erano legate a un'eliminazione nelle fasi iniziali del torneo.

In caso di uscita nella fase a gironi, ai sedicesimi o agli ottavi di finale, le parti avrebbero potuto concordare una risoluzione consensuale. Avendo invece superato il turno e raggiunto la semifinale, e considerando il vantaggio tenuto fino a pochi minuti dal novantesimo, quella clausola non è mai scattata. La Federazione, di fatto, si è trovata con le mani legate, incapace di assecondare le richieste di una piazza inferocita.

La scelta di puntare su Tuchel, del resto, era arrivata solo dopo il tentativo fallito di convincere Pep Guardiola, che aveva raggiunto un accordo di massima nella primavera del 2024 per poi decidere di restare al Manchester City per altre due stagioni, spianando così la strada al tedesco.

Il peso di 10 milioni di sterline

Se le clausole sportive hanno fornito il paravento legale per la permanenza di Tuchel, a rendere l'eventuale esonero una chimera è l'aspetto puramente economico. Il commissario tecnico percepisce un ingaggio di 5 milioni di sterline a stagione. Il che significa che, per sollevarlo dall'incarico prima della scadenza del 2028, la Football Association dovrebbe mettere sul piatto circa 10 milioni di sterline, equivalenti a quasi 12 milioni di euro al cambio attuale. Una cifra considerevole, che rende l'idea di un divorzio anticipato poco più che un esercizio di stile per i media inglesi.

Lo stesso Tuchel, in conferenza stampa, ha ribadito la sua posizione con fermezza: "Andiamo avanti, ho un contratto fino agli Europei in casa. In questo momento è difficile guardare così avanti, ma non vedo l'ora".

Il mea culpa e lo "spirito" inglese

Cosciente delle critiche per un atteggiamento giudicato troppo remissivo dopo il gol di Gordon, l'allenatore ha assunto su di sé le responsabilità della sconfitta. La squadra, dopo il vantaggio, si è abbassata eccessivamente, cedendo il campo all'Argentina, che ha letteralmente schiacciato gli inglesi nella loro metà campo per lunghi tratti. La mancanza di possesso palla, la ritirata difensiva, l'incapacità di gestire la pressione sono stati i temi al centro del dibattito.

E su questo, Tuchel ha parlato di un problema culturale, di un "DNA" del calcio inglese che fatica a gestire i momenti cruciali, una riflessione che ha scatenato ulteriori polemiche, ma che fotografa lo stato d'animo di una nazione che continua a sognare un titolo che manca dal lontano 1966.

Il terzo posto e la rivalsa

Prima di pensare alla costruzione della squadra per il prossimo Europeo, l'Inghilterra è chiamata a chiudere il mondiale con la finale per il terzo posto, un appuntamento che Tuchel stesso ha definito poco gradito, ma che rappresenta comunque un'occasione per conquistare il primo podio in sessant'anni per la nazionale inglese. La vittoria per 6-4 contro la Francia nella finalina di Miami, per quanto non basti a cancellare l'amarezza per la semifinale persa, ha regalato agli inglesi un risultato storico.

Tuchel ha quindi scelto di vedere il bicchiere mezzo pieno, auspicando che un giorno i suoi giocatori possano essere orgogliosi di quel bronzo, il primo ottenuto in un mondiale disputato fuori dai confini nazionali. Al di là delle fischi e delle contestazioni, la panchina è blindata: il futuro dei Tre Leoni, almeno fino al 2028, resta saldamente nelle mani del tecnico tedesco.

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