Tragedia sulla Grignetta: i due alpinisti traditi dalla scarsa visibilità

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Redazione Interno Redazione Interno   -   I corpi senza vita di Cristian Mauri e Paolo Bellazzi, i due escursionisti brianzoli dispersi sul Monte Grignetta, sono stati individuati nel canalone Caimi dopo giorni di ricerche condotte in condizioni proibitive. I due, entrambi 49enni, erano partiti sabato per un’escursione che non avrebbero mai portato a termine, lasciando dietro di sé una scia di angoscia e domande. Le operazioni di soccorso, interrotte più volte a causa delle avverse condizioni meteorologiche, hanno visto l’impiego di tecnologie avanzate, come il rilevatore Recco Sar e l’IMSI-Catcher, quest’ultimo installato sui droni per captare il segnale dei cellulari.

La scoperta, avvenuta nel pomeriggio di lunedì, ha confermato il peggiore degli esiti. I soccorritori, durante un sorvolo, hanno notato la giacca azzurra di uno dei due alpinisti affiorare dalla neve, a metà del canalone, in una zona già segnalata dai Vigili del Fuoco domenica sera. Nonostante l’individuazione, le operazioni di recupero sono state sospese a causa del rischio slavine, del vento forte e dell’enorme quantità di neve accumulata, che rendono l’area estremamente pericolosa.

Cristian e Paolo, colleghi e amici legati dalla passione per la montagna, erano partiti per quella che doveva essere un’escursione come tante altre. Invece, la scarsa visibilità e le condizioni imprevedibili del terreno li hanno traditi, portandoli a una fine tragica. Il rilevatore Recco, che ha agganciato il segnale della piastrina presente nel fodero della giacca di uno dei due, ha permesso di localizzare i corpi, ma non di evitarne il destino.

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