Frattesi spegne i sogni scudetto della Lazio: "È un discorso tra Inter e Roma"

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Davide Frattesi ha raffreddato gli entusiasmi di chi, a Roma sponda Lazio, cominciava a sognare in grande dopo un avvio di campionato sorprendente. Il centrocampista biancoceleste, intervenuto in conferenza stampa da Coverciano a due giorni dall'esordio della nuova Italia di Roberto Mancini contro il Belgio, in programma venerdì alle 20:45 allo stadio Olimpico, ha parlato senza giri di parole della corsa al titolo. Per lui, al momento, è una questione che riguarda soltanto Inter e Roma.

La classifica dice 13 punti per tre squadre

Dopo cinque giornate di Serie A, la classifica recita un terzetto in testa a quota 13 punti: Roma, Inter e Lazio, tutte con quattro vittorie e un pareggio. I giallorossi hanno il miglior attacco con 14 reti segnate e la miglior difesa con appena 3 gol subiti, mentre i nerazzurri hanno realizzato 15 gol ma ne hanno incassati 8; la Lazio, dal canto suo, ha costruito il suo primato con un rendimento più misurato in avanti, 8 reti all'attivo, ma una difesa solida, terza migliore del torneo con 3 gol al passivo.

Numeri che raccontano di un equilibrio destinato a spezzarsi, secondo Frattesi, a favore delle due squadre che si sono affrontate domenica scorsa in un pirotecnico 2-2 firmato dalle doppiette di Manu Koné e Lautaro Martinez.

Il centrocampista ha ritrovato serenità e continuità

Il trasferimento estivo all'ombra del Colosseo ha rappresentato per Frattesi una boccata d'aria dopo tre stagioni all'Inter vissute tra alti e bassi, con il primo anno andato liscio e i successivi due segnati da una continuità mai trovata davvero. «In un posto stai davvero bene solo se giochi, questa è la verità», ha spiegato il centrocampista, che ha ammesso di aver ritrovato il divertimento che gli era mancato nell'ultima annata in nerazzurro, quando sentiva di non esprimersi con la leggerezza dei tempi migliori.

La scelta di sposare il progetto laziale, ha rivelato, è stata fortemente influenzata dalla presenza di Gennaro Gattuso in panchina, un allenatore che lo ha cercato con insistenza durante l'estate e che ha giocato un ruolo fondamentale nella sua decisione.

Zenica resta una ferita aperta

Nonostante il buon momento personale e la soddisfazione per il ritorno di Mancini sulla panchina azzurra, Frattesi non ha nascosto che il fallimento nella qualificazione ai Mondiali, consumato a Zenica contro la Bosnia ed Erzegovina, continua a pesare. «Posso pure fare 20 gol, ma la ferita sanguina ancora e ci vorrà tempo», ha detto, aggiungendo che con Gattuso, suo allenatore anche in club, l'argomento non viene mai toccato perché rappresenta una ferita troppo dolorosa per entrambi.

Il centrocampista ha poi speso parole di elogio per il giovane Alessandro Romano, paragonandone le movenze a quelle di Nemanja Matic, e ha inquadrato la sfida contro il Belgio come un banco di prova complicato: la squadra di Mark van Bommel, reduce da un buon Mondiale concluso ai quarti contro la Spagna, pratica un calcio aggressivo e dinamico che metterà alla prova la nuova creatura di Mancini.

Un'Olimpico da riempire e un gruppo da costruire

Quella contro il Belgio sarà anche la prima uscita ufficiale della seconda gestione Mancini, un ritorno che Frattesi ha definito felice per tutto il gruppo. Il tecnico ha convocato nove volti nuovi, segno di una volontà precisa di allargare la base e valutare chi potrà far parte del progetto nei prossimi quattro anni. Il centrocampista laziale ha sottolineato come il gruppo sia pieno di ragazzi giovani di qualità, pronti a dare una mano, e ha invitato a guardare lontano, senza farsi condizionare dall'immediato.

«Anche sbagliando, l'importante è trovarci, perché poi quando le partite diventeranno pesanti solo sbagliando potremo fare bene», ha spiegato. Un concetto ribadito anche da Mancini, che in conferenza ha parlato della necessità di riportare l'Italia dove merita, costruendo una squadra che si diverta e che ritrovi un legame forte con i tifosi.

Il quadro internazionale e le prospettive azzurre

L'Italia affronta il Belgio in un momento di transizione, con un gruppo rinnovato e l'obiettivo dichiarato di tornare protagonista dopo le delusioni recenti. La Nations League rappresenta il primo passo di un percorso quadriennale che culminerà con gli Europei e, si spera, con una qualificazione mondiale che manca ormai da troppo tempo.

Frattesi ha raccontato di sentirsi fisicamente in crescita, capace di reggere l'intero arco dei novanta minuti dopo un periodo in cui il ritmo partita gli mancava, e di voler contribuire con la sua esperienza a un gruppo che mescola veterani e debuttanti. La sfida dell'Olimpico, davanti a parenti e amici, avrà per lui un sapore particolare, ma la concentrazione resta rivolta alla prestazione collettiva e alla necessità di costruire qualcosa di duraturo, partita dopo partita.

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