Tajani: «Sempre seguito il caso degli italiani della Flotilla. Li stiamo riportando a casa»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   «Li abbiamo seguiti sempre, giorno per giorno, con il nostro consolato; siamo stati in contatto con le famiglie, ho anche incontrato a Bari la famiglia di uno dei ragazzi e, per fortuna, stanno in buone condizioni. Sono sempre stati seguiti e quindi siamo contenti che possano tornare a casa dopo questo periodo di arresto». Con queste parole, il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha confermato il rientro in Italia dei due attivisti della Flotilla, Leonarda "Dina" Alberizia e Domenico Centrone, liberati dopo un mese di detenzione in Libia. repubblica +3

Un mese di detenzione e la svolta diplomatica

La vicenda, che aveva tenuto banco nelle ultime settimane, si è conclusa con il rilascio dell'intera delegazione del Global Sumud Land Convoy, di cui fanno parte i due italiani. La notizia della liberazione è stata ufficializzata dalla stessa delegazione, che ha parlato di «un mese di detenzione illegale in Libia», e successivamente confermata dal ministro Tajani attraverso un post sul social X. la7 +3

Il titolare della Farnesina ha rivendicato il successo dell'operazione, sottolineando come sia stato determinante un «intenso lavoro diplomatico» portato avanti giorno dopo giorno, e ha ringraziato il personale della Farnesina e i servizi di intelligence per l'«ottimo lavoro svolto». repubblica +3

L'arrivo a Fiumicino e le condizioni dei due attivisti

Alberizia e Centrone sono atterrati all'aeroporto di Roma Fiumicino intorno alle 12.50, provenienti da Tunisi, dove erano stati trasferiti dopo la liberazione. Le loro condizioni di salute, come riferito dallo stesso ministro, sono buone; nel corso della detenzione, i due sono stati costantemente seguiti dal consolato italiano, che ha mantenuto un canale diretto con le famiglie.

Tajani ha inoltre ricordato l'incontro avuto a Bari con i parenti di uno dei ragazzi, ribadendo come il governo abbia seguito la vicenda con attenzione sin dall'inizio, senza mai interrompere i contatti con le autorità locali per garantire la tutela dei cittadini italiani. ilsole24ore +3

Le critiche della Global Sumud e la risposta del ministro

Non sono mancate, tuttavia, alcune voci critiche, in particolare da parte della Global Sumud Flotilla, che ha accusato la Farnesina di non aver condannato le violazioni libiche nei confronti degli attivisti. Alla domanda specifica su queste polemiche, Tajani ha risposto in modo secco, affermando che per lui «conta il ringraziamento delle famiglie», quasi a voler chiudere il capitolo delle contestazioni e mettere invece in risalto il risultato concreto ottenuto: il rientro in patria dei due connazionali.

La delegazione, nel suo annuncio, ha comunque espresso soddisfazione per il lieto fine di una vicenda che, per un mese intero, ha tenuto con il fiato sospeso i familiari e tutti coloro che seguivano la sorte del convoglio.

Il caso della Flotilla, che vedeva coinvolti attivisti internazionali diretti verso la Striscia di Gaza, era approdato alle cronache italiane per la detenzione prolungata in territorio libico; una situazione che, secondo quanto riferito da Tajani, è stata gestita senza soluzione di continuità dall'apparato diplomatico, con il supporto dell'intelligence. Ora, con l'arrivo a Fiumicino, la vicenda si chiude per i due italiani, mentre resta aperto il dibattito sulle modalità della loro detenzione e sul contesto più ampio delle operazioni umanitarie nella regione mediterranea. la7 +3

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