Piastri domina a Gedda e conquista la vetta del mondiale, Leclerc riscatta la Ferrari
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Redazione Sport
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Oscar Piastri ha scritto un altro capitolo della sua rapida ascesa nel circus della Formula 1, aggiudicandosi il Gran Premio d’Arabia Saudita e issandosi, per la prima volta in carriera, in cima alla classifica piloti. L’australiano della McLaren, che compirà 24 anni a giugno, ha gestito la gara con una freddezza sorprendente, dimostrando di aver fatto tesoro delle esperienze degli ultimi mesi. Se nel 2024 aveva già dato segnali di maturità, quest’anno ha compiuto il salto di qualità: più rapido, più preciso, quasi impeccabile. Dopo l’unico passo falso sotto la pioggia di Melbourne, ha mantenuto una regolarità impressionante, lasciandosi alle spalle anche il compagno Lando Norris, ancora alle prese con errori e incertezze.
La vittoria a Gedda, la terza in cinque gare, è arrivata grazie a una partenza fulminante che lo ha portato a superare Max Verstappen ancora prima della prima curva. Il campione del mondo, costretto a una manovra estrema con taglio di chicane e penalizzato di cinque secondi, non è riuscito a riconquistare la posizione, nonostante i tentativi nei primi giri. Da lì in poi, Piastri ha controllato il distacco, amministrando gomme e temperature sul tracciato cittadino più torrido del calendario. Solo durante un’intervista a sorpresa con Zak Brown ha abbandonato per un attimo la sua proverbiale compostezza, lasciando sfuggire un’esclamazione spontanea. Ma in pista, nulla sembra scuoterlo.
Sul podio, accanto a lui, è salito Charles Leclerc, finalmente capace di portare la Ferrari dove da inizio stagione sembrava non arrivare. Il monegasco, che a Shanghai aveva affrontato un weekend complicato, ha estratto il massimo da una vettura ancora lontana dalla competitività delle McLaren e delle Red Bull. Terzo posto meritato, difeso con tenacia dall’assalto di Norris, rimontato dalla decima posizione. Per Hamilton, invece, continua un Mondiale deludente: settimo sotto il cielo di Gedda, l’inglese deve fare i conti con una Mercedes che non gli concede scorciatoie, costringendolo a lottare per piazzamenti di metà gruppo.




