Un bambino di 11 anni costretto a camminare per sei chilometri nella neve dopo essere stato fatto scendere da un autobus

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un episodio che ha riacceso il dibattito sulle tariffe speciali e sui protocolli di sicurezza è accaduto in provincia di Belluno, dove un undicenne è stato fatto scendere da un autobus di linea perché sprovvisto del biglietto a tariffazione olimpica. Il minore, che aveva con sé biglietti ordinari, si è ritrovato solo lungo la statale 51 di Alemagna, tra San Vito di Cadore e Vodo di Cadore, nelle prime ore della sera di martedì 27 gennaio, mentre la neve scendeva e la temperatura toccava i tre gradi sotto zero. Il bambino, con due zaini sulle spalle, ha dovuto percorrere a piedi, nella neve e al buio, oltre sei chilometri prima di raggiungere la propria abitazione, riportando poi segni di ipotermia secondo quanto riferito dalla famiglia.

La reazione della famiglia e l'apertura dell'inchiesta

La nonna del ragazzo, avvocato, ha sporto querela per abbandono di minore, sottolineando come il nipote sia tornato a casa in gravi condizioni. La madre ha annunciato pubblicamente l’intenzione di denunciare l’accaduto, ponendo l’accento su una situazione paradossale, ossia l’applicazione di una tariffa speciale – istituita per il periodo dei Giochi Olimpici Invernali dal 23 gennaio al 17 marzo – anche ai residenti che utilizzano il trasporto locale per gli spostamenti quotidiani. "Che colpa abbiamo se viviamo in territorio olimpico?", hanno dichiarato i familiari, evidenziando il disagio causato da un sistema che prevede un biglietto giornaliero da dieci euro o un abbonamento da centocinquanta, contrapposti alla tariffa ordinaria di due euro e cinquanta.

Le verifiche della società di trasporto

Dolomiti Bus, la società che gestisce il servizio, ha comunicato di aver attivato immediatamente una commissione interna di inchiesta con l'obiettivo di accertare in modo puntuale la dinamica dei fatti. L’indagine si concentrerà, presumibilmente, non solo sulle azioni dell’autista, il quale avrebbe applicato il regolamento in maniera letterale senza valutare le circostanze di pericolo, ma anche sulle policy aziendali riguardanti situazioni analoghe che coinvolgono minori non accompagnati. La vicenda solleva, infatti, interrogativi stringenti sui doveri di diligenza e di custodia che un conducente, in quanto rappresentante di un servizio pubblico, assume nel momento in cui accoglie a bordo un passeggero di età così giovane.

Il contesto normativo e le sue conseguenze

La tariffazione speciale, concepita per gestire il flusso turistico straordinario legato all'evento sportivo, ha finito per generare un cortocircuito nella vita di tutti i giorni degli abitanti della zona. Il caso del bambino lasciato a terra, pur nella sua specificità, funge da sintomo di una problematica più ampia, che riguarda l’adattabilità dei regolamenti a situazioni di eccezione e la necessità di prevedere margini di discrezionalità, specialmente quando sono in gioco la sicurezza e l’incolumità delle persone, a maggior ragione se minorenni. L’episodio rimane ora al centro di due distinti percorsi accertativi, quello giudiziario seguito dalla Procura e quello amministrativo avviato dalla società di trasporto, i cui esiti potranno fornire chiarimenti sulle responsabilità individuali e sulla correttezza delle procedure applicate.

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