UniCredit, le stime degli analisti per il secondo trimestre 2026

UniCredit, le stime degli analisti per il secondo trimestre 2026
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   Il consiglio di amministrazione di UniCredit è atteso al varco il prossimo 22 luglio per l'esame dei conti del primo semestre, con la pubblicazione dei risultati e la successiva conference call con gli analisti fissate per il giorno seguente, 23 luglio, prima dell'avvio delle contrattazioni a Piazza Affari.

In attesa di quel verdetto numerico, la banca guidata da Andrea Orcel ha fornito un aggiornamento delle stime di consensus elaborate da 16 broker italiani e internazionali, offrendo così un'anticipazione significativa sulle attese di mercato per il trimestre appena conclusosi e per l'intero biennio 2026-2027.

Il consensus per il secondo trimestre 2026

Secondo la media delle proiezioni delle banche d'affari, l'istituto di piazza Gae Aulenti dovrebbe aver archiviato il secondo trimestre del 2026 con un utile netto di 2,84 miliardi di euro, un dato che, confrontato con i 3,34 miliardi contabilizzati nello stesso periodo dell'esercizio precedente, evidenzia una contrazione su base annua piuttosto marcata.

A sostenere la redditività concorre un margine di intermediazione previsto in crescita a 6,49 miliardi di euro, rispetto ai 6,13 miliardi del secondo trimestre del 2025; il risultato netto di gestione è stimato a 3,98 miliardi, al netto di svalutazioni su crediti per 205 milioni di euro. Il CET1, indicatore chiave della solidità patrimoniale, è indicato dagli analisti al 14,3%, con attività ponderate per il rischio pari a 300,76 miliardi di euro.

A queste stime di consenso si affiancano le valutazioni più ottimistiche di JP Morgan, che nel suo report ha alzato il target price da 89 a 93 euro e si attende per il trimestre un utile netto di 3,1 miliardi di euro, spinta da un forte slancio dei prestiti commerciali e da un miglioramento del margine di interesse.

Le proiezioni per l'intero esercizio 2026 e il biennio successivo

Per l'intero esercizio 2026, il consensus degli analisti indica un utile netto di 11,23 miliardi di euro, un valore medio che si confronta con i 10,58 miliardi di euro (utile netto contabile di 10,92 miliardi) con cui il gruppo aveva chiuso il 2025. Si tratta di un leggero aggiustamento al ribasso rispetto alle precedenti indicazioni di 11,27 miliardi comunicate dopo la diffusione dei risultati del primo trimestre, mentre il risultato per azione è atteso a 7,62 euro, in lieve calo dai 7,66 euro precedenti.

Il margine di intermediazione dovrebbe attestarsi a 26,16 miliardi di euro, in crescita dai 24,54 miliardi del 2025, mentre il risultato netto di gestione è previsto a 15,98 miliardi dopo svalutazioni su crediti per 802 milioni di euro; il CET1 è stimato chiudere l'anno al 14,6%.

In merito alla remunerazione degli azionisti, gli analisti hanno leggermente rivisto al ribasso la stima sul dividendo 2027 (relativo all'esercizio 2026), ora pari a 3,85 euro per azione, e sul rendimento, calcolato sul prezzo di chiusura delle azioni al 13 luglio (82,57 euro), la cedola garantirebbe un rendimento del 4,66%.

Guardando al 2027, le previsioni parlano di un utile netto contabile di circa 11,58 miliardi e di un dividendo 2028 (relativo all'esercizio 2027) in aumento a 4,27 euro per azione, mentre il margine di intermediazione è indicato a 27,34 miliardi di euro.

I giudizi delle grandi banche d'affari

In parallelo al rilascio del consensus ufficiale, gli analisti di Bank of America hanno ribadito il giudizio positivo sul titolo, confermando il target price a 100 euro per azione e la raccomandazione Buy, con UniCredit che rimane una "top pick" in vista della pubblicazione dei conti.

La proiezione della banca d'affari statunitense, che si attende un utile netto di 3,1 miliardi nel secondo trimestre, lascia intravedere la possibilità di una revisione al rialzo delle stime per l'intero 2026, potenzialmente portate oltre gli 11,5 miliardi di euro, rispetto alla guidance attuale di almeno 11 miliardi.

Anche JP Morgan, ponendo il titolo sotto catalyst watch positivo in vista della semestrale, ha alzato le stime di eps del 4-5% per il 2027-2028, trainato da ricavi più elevati e dai dividendi della partecipazione in Generali, e prevede una revisione al rialzo della guidance sull'utile netto per l'esercizio in corso.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.