Voto in Romania: tensioni e incertezze
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Redazione Esteri
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In Romania, alle 7 locali, le 6 italiane, si sono aperti i seggi per le elezioni legislative, un evento che potrebbe registrare un nuovo successo dell'estrema destra, già vincitrice a sorpresa una settimana fa del primo turno delle presidenziali con Calin Georgescu, un candidato pressoché sconosciuto presentatosi come indipendente e che ha smentito tutte le previsioni della vigilia. I cittadini sono chiamati al voto per eleggere i membri del parlamento, in un contesto di grande confusione politica.
La scorsa settimana, il voto per il nuovo presidente ha visto l'ascesa del populista Georgescu, che ha creato molta confusione nel Paese. Lunedì si attende la decisione della Corte per l'eventuale annullamento dei voti, un'eventualità che potrebbe ulteriormente complicare la situazione. Le urne sono di nuovo aperte oggi, domenica 1 dicembre, in un clima di incertezza che ha fatto precipitare lo scenario politico del Paese.
L'incertezza è stata alimentata dall'aumento dei consensi per l'estrema destra, in atto già da agosto, con una seconda impennata a inizio novembre. Se alle elezioni legislative in programma oggi il Partito socialdemocratico continuerà a contare su una maggioranza relativa dei voti, seppur ridotta rispetto al 2020, sarà di misura. Dietro l'inattesa affermazione al primo turno delle presidenziali di Georgescu, c'è Bogdan Peschir, l'Elon Musk dei Carpazi, il cui ruolo pre-elettorale sui social ha sollevato sospetti.
Proprio per questi sospetti, l'attività di Peschir potrebbe portare all'invalidazione del risultato e alla ripetizione della votazione il 15 dicembre, con eventuale ballottaggio rinviato al 29.




