Roma-Bologna, Italiano: “Dobbiamo dare il triplo, loro hanno un valore più alto”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   All’indomani della bruciante sconfitta patita dalla Roma sul campo del Como, e a fronte del ritrovato sorriso del Bologna, che ha ripreso la sua marcia in campionato imponendosi di misura nel derby con il Sassuolo, l’attenzione di entrambe le tifoserie torna a concentrarsi sull’Europa League. La suggestiva cornice dello Stadio Olimpico farà da palcoscenico, domani sera con fischio d’inizio alle ore 21, al verdetto del ritorno degli ottavi di finale, dopo l’1-1 maturato al Dall’Ara con i gol di Bernardeschi e Pellegrini. Una sfida che profuma di spartiacque stagionale per due formazioni che, pur con ambizioni e percorsi differenti, vedono nella competizione europea una via privilegiata per dare un senso compiuto alla loro annata.

Vincenzo Italiano, tecnico dei felsinei, ha presentato la vigilia con la consueta schiettezza, dipingendo un quadro realistico delle difficoltà che attendono i suoi ragazzi. Il pensiero, ammette, non può non andare a quella notte magica dello scorso anno, quando sempre all’Olimpico alzò la Coppa Italia con la Fiorentina – “un ricordo indelebile”, lo ha definito – ma è altrettanto consapevole che la musica, domani, sarà ben diversa. La sua analisi parte da un presupposto inconfutabile, quasi un monito per evitare facili illusioni: il valore della rosa a disposizione di Gian Piero Gasperini, che pure arriva da un passo falso in campionato, è oggettivamente superiore. “Loro hanno un valore più alto del nostro, sotto tutti gli aspetti”, ha scandito l’allenatore, sottolineando come la classifica e il livello dei singoli parlino chiaro. A ciò si aggiunge un ambiente che si preannuncia rovente, un fattore che i rossoblù dovranno imparare a gestire senza farsi intimorire.

La strategia per l’Olimpico e l’importanza della qualità

La ricetta per sperare di ribaltare il pronostico, per Italiano, non può basarsi su tatticismi o speculazioni. La gara d’andata, a suo dire, ha offerto uno spaccato fedele dell’equilibrio tecnico ed emotivo che si è visto in campo: partita tirata, intensa e dalle grandi occasioni per entrambe le parti. Domani, però, il copione potrebbe cambiare radicalmente, perché la Roma, spinta dal suo pubblico e forte di un organico più ampio, cercherà di imporre la propria superiorità. Il primo obiettivo, ha spiegato il tecnico, sarà proprio quello di non subire passivamente l’avversario, il contesto e la qualità dei singoli. Servirà una prestazione di carattere, giocata a viso aperto, nella quale la qualità del palleggio e delle ripartenze farà la differenza. “Dovremo cercare di controbattere, di creare pericoli”, ha aggiunto, evidenziando la necessità di un approccio propositivo.

A chi gli chiedeva se questa partita rappresenti già una sorta di finale, Italiano ha risposto con pragmatismo, ridimensionando la portata dell’evento senza però sminuirne l’importanza. C’è ancora tanta strada da fare, ha ricordato, prima di parlare di traguardi definitivi. La gara di domani è semplicemente – ma non troppo – un’occasione cruciale per dare slancio e fiducia al finale di stagione, per dimostrare che il cammino in Europa non è stato frutto del caso. In tal senso, il recupero di Nikola Moro a centrocampo rappresenta una boccata d’ossigeno in mezzo alle cattive notizie che arrivano dall’infermeria, con le assenze pesanti di Skorupski e De Silvestri, due pilastri dell’assetto difensivo.

L’ammissione di inferiorità e la reazione necessaria

Nel corso della conferenza, Italiano ha ribadito con forza la sua valutazione sullo squilibrio tecnico tra le due formazioni, arrivando a quantificare le percentuali di qualificazione: un 51% per i giallorossi, che lascia ai suoi un 49% da giocarsi con intelligenza e cuore. “Confermo quel 51% a 49% in favore nostro”, ha dichiarato, salvo poi correggersi o, meglio, puntualizzare il concetto in modo ancora più netto. Per sopperire alla maggiore qualità e profondità della rosa capitolina, il Bologna dovrà mettere in campo qualcosa di più del semplice spirito di abnegazione. “Noi dobbiamo dare il triplo di quello che possiamo dare”, ha scandito, un’espressione che rende l’idea della mole di lavoro e della concentrazione necessarie per supplire al divario. Un’ammissione di inferiorità che non è però un atto di resa, bensì la presa d’atto realistica di un divario da colmare con una prestazione ai limiti della perfezione.

Riavvolgendo il nastro, il tecnico ha ricordato le difficoltà incontrate contro le squadre di Gasperini, sempre partite vibranti e dall’alto tasso agonistico. La sfida di domani, ne è certo, non farà eccezione. L’asticella è altissima, ma la consapevolezza di aver già onorato questa competizione con prestazioni di livello – a partire dai playoff e dalla fase campionato – deve essere il viatico per affrontare la notte romana senza timori reverenziali. La squadra, ha assicurato, è composta da adulti vaccinati, pronti a giocarsi le proprie carte in uno degli stadi più caldi d’Italia, con la speranza che la qualità dei suoi uomini migliori, da Bernardeschi a Castro, passando per l’esperienza di Lucumì in difesa, possa fare la differenza in una gara che si preannuncia epica.

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