Fratelli d'Italia ritira il voucher per le scuole paritarie
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Redazione Interno
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Fratelli d'Italia ha deciso di ritirare la proposta di introdurre un voucher fino a 1.500 euro per incentivare le iscrizioni alle scuole paritarie, destinato alle famiglie con redditi ISEE sotto i 40mila euro. L'emendamento alla Manovra, firmato dal deputato Lorenzo Malagola, non figura più tra quelli segnalati per l'approvazione, segnando una svolta inaspettata in un dibattito che aveva acceso non poche polemiche. Tuttavia, Noi Moderati insiste e propone di alzare l'asticella a 2mila euro di bonus per le iscrizioni alle scuole paritarie, dimostrando una chiara volontà di sostenere l'educazione privata.
La Manovra 2025, che prevede anche un bonus di 500 euro per gli under 14 per attività extra scolastiche, è attualmente in fase di valutazione da parte delle commissioni Bilancio del Parlamento e dovrà essere approvata entro il 31 dicembre 2024 dalle due Camere. Le proposte di modifica alla Legge di Bilancio presentate alla Commissione Bilancio della Camera dai partiti della maggioranza sono numerose e variegate, spaziando dalle agevolazioni per le famiglie al sostegno per gli specializzandi, passando per interventi fiscali e investimenti in infrastrutture.
Tra le principali misure in discussione, spicca il bonus di 500 euro annui per ogni figlio sotto i 14 anni, destinato a finanziare attività extrascolastiche, sportive e linguistiche. Questa iniziativa, proposta da Fratelli d'Italia, sarà finanziata attraverso un "Fondo Dote Famiglia" di 30 milioni di euro per il 2025, rappresentando un importante sostegno per le famiglie che desiderano investire nella crescita dei propri figli. Inoltre, la bozza del testo della Manovra 2025 prevede l'introduzione di un voucher fino a 2mila euro per le famiglie italiane che, con determinati requisiti di reddito, decideranno di iscrivere il proprio figlio o figlia in una scuola paritaria.
La ricerca di un equilibrio tra le disponibilità economiche del Paese e le esigenze delle famiglie è al centro del dibattito parlamentare, con oltre cento emendamenti segnalati dai partiti della maggioranza e circa 600 in totale, includendo quelli delle opposizioni.




