Juventus e Torino si annullano in un derby senza gol, Baroni esalta la compattezza difensiva
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Redazione Sport
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Il derby della Mole, atteso e sentito, si è risolto in una partita chiusa, un balletto tattico dove la paura di perdere ha finito per soffocare il desiderio di vincere, consegnando alle cronache un pareggio a reti inviolate che, se da un lato conferma una tendenza in atto, dall’altro sancisce una serata di lavoro impeccabile per la retroguardia granata. Allo Stadium, la Juventus, che pure ha cercato di dettare il ritmo con un possesso palla prolungato e un avanzamento del campo piuttosto marcato, non è riuscita a trovare la via del gol, arenandosi contro un muro difensivo organizzato e motivato, il quale ha saputo neutralizzare le principali minacce avversarie, comprese quelle provenienti da David e McKennie. Il Torino, dal canto suo, ha interpretato la sfida con pragmatismo, accettando di cedere il pallino del gioco per preservare la propria integrità difensiva e uscire dall’impegno con un punto che, considerato il contesto e l’avversario, assume le sembiannze di una piccola vittoria.
La lettura di Maripan sulla tenuta granata
A confermare l’efficacia del progetto difensivo messo in campo dal tecnico Marco Baroni sono state le parole di uno dei suoi principali artefici, Guillermo Maripan, il quale, intervenuto ai microfoni di DAZN subito dopo la fine dell’incontro, ha sottolineato come la solidità mostrata dalla squadra non sia frutto del caso. “Abbiamo fatto una buona partita difensivamente”, ha affermato il centrale cileno, che ha poi aggiunto, riconoscendo il valore dell’avversaria, “loro sono forti, ma noi abbiamo fatto bene”. Dichiarazioni che, al di là della loro essenzialità, racchiudono la sostanza di una prestazione collettiva basata sulla disciplina posizionale e sulla concentrazione, elementi che hanno permesso al Toro di ottenere il sesto risultato utile consecutivo in campionato, un dato che contribuisce a disegnare un percorso sempre più solido e definito.
Le considerazioni di Baroni e il ruolo decisivo di Paleari
Anche il tecnico Marco Baroni, nel corso della consueta conferenza stampa post-partita, ha espresso la sua soddisfazione per il punto conquistato, evidenziando non solo la prova della difesa ma anche le prestazioni di singoli elementi che hanno brillato in una serata di grande applomo. Tra questi, inevitabilmente, spicca la figura del portiere Paleari, autore di almeno due o tre interventi di alta classe che hanno di fatto preservato il risultato di pari sulla lavagna, impedendo alla Juventus di trovare quel gol che sembrava poter arrivare in alcuni frangenti della partita. Un’uscita, quella del Torino, che si è basata sulla perfetta esecuzione di un piano di gara condiviso, il quale, pur non regalando spettacolo, ha garantito un bottino importante, specialmente se paragonato alle fatiche offensive della Juventus, la quale, nonostante le trame di gioco spesso fitte e portate fin quasi all’area di rigore avversaria, fatica a tradurre la propria superiorità territoriale in concretezza under porta.
La Juve e il dilemma dell’efficacia offensiva
Dall’altra parte, l’ambiente juventino è lasciato a riflettere su un’altra occasione mancata, sul perché un controllo del gioco così estremo non si traduca sistematicamente in un numero maggiore di conclusioni e, soprattutto, di reti. Quello contro il Torino rappresenta il quarto pareggio in undici giornate per la squadra, un dato che, unito al recente segno X in Champions League, delinea un quadro di evidente difficoltà nella fase realizzativa, un aspetto che rischia di compromettere le ambizioni di una squadra costruita per competere ai massimi livelli. Il derby, che in passati ricordati ha spesso avuto un peso specifico notevole nella corsa allo scudetto, si è dunque trasformato in uno specchio per le allodole, riflettendo le certezze di un Torino in crescita e le incertezze di una Juventus ancora in cerca di una piena identità marcatrice, nonostante gli sforzi e il possesso palla.




