Indagine per sequestro di persona sulla scomparsa di Annabella, ricerche a tappeto nei colli

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La procura di Padova, che coordina le indagini sulla scomparsa di Annabella Martinelli, ha formalmente aperto un fascicolo per il reato di sequestro di persona a carico di ignoti. La decisione, una procedura consueta in casi analoghi di lunga assenza senza spiegazioni, conferisce ai carabinieri – i quali conducono le indagini sotto la direzione del magistrato – un più ampio ventaglio di strumenti investigativi. L'ipotesi di sequestro, del resto, non esclude alcuno scenario e consente di approfondire ogni pista, compresa quella di una volontaria scomparsa, sebbene le circostanze rendano quest’ultima eventualità sempre più remota con il passare dei giorni.

L'ultima traccia e la cancellazione dei social

Della studentessa di giurisprudenza, che ha ventidue anni ed è residente a Teolo, non si hanno notizie certe dalla sera del 7 gennaio. Gli investigatori, mentre le ricerche sul terreno proseguono senza sosta, stanno focalizzando la loro attenzione sui movimenti degli ultimi giorni e, in particolare, sulla ricostruzione della sua vita digitale. Un aspetto che desta interrogativi, e sul quale gli inquirenti stanno indagando con scrupolo, riguarda la chiusura del suo profilo Facebook, avvenuta dopo la sua sparizione. I militari dell’Arma stanno acquisendo e analizzando i tabulati telefonici, passo fondamentale per tracciare gli spostamenti del dispositivo e comprendere se qualcuno, dopo l’ultimo contatto con i familiari, ne abbia fatto uso.

Le operazioni di soccorso tra sentieri e boschi

Parallelamente alle indagini giudiziarie, le ricerche fisiche della giovane non si sono mai arrestate, coinvolgendo in una perlustrazione meticolosa le pendici dei colli Euganei. Squadre specializzate dei vigili del fuoco, supportate da nuclei cinofili e da tecnici esperti in topografia applicata al soccorso, stanno setacciando una vasta area che comprende il Passo delle Fiorine, Villa di Teolo, il Monte Altore e parte del territorio del comune di Rovolon. All’operazione, che si protrae ormai da oltre una settimana, partecipano anche mezzi aerei; un elicottero del reparto volo di Venezia e diversi droni, i cosiddetti SAPR, sorvolano le zone impervie per ispezionare dall’alto ogni anfratto, ogni radura o bosco che non sia agevolmente accessibile a piedi.

Il lavoro silenzioso degli investigatori

Mentre gli uomini scendono in campo, gli investigatori lavorano su un piano diverso, cercando di dare un senso a gesti e azioni che appaiono privi di una logica immediata. La cancellazione dei profili social, un dettaglio non secondario, viene esaminata per stabilire chi materialmente abbia compiuto l’operazione e da dove. L’indagine per sequestro di persona, che è stata registrata, autorizza in questo senso accertamenti più invasivi e immediati sulla sfera privata, indispensabili per fare luce su una vicenda che lascia spazio a pochissimi elementi certi. La famiglia della ragazza, dal canto suo, continua a seguire da vicino ogni sviluppo, mantenendo viva l’attenzione su un caso che ha scosso la quieta provincia patavina.

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