Coppa Italia, un peso per l'Inter e un rebus per il Napoli di Conte
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Redazione Sport
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La Coppa Italia, con il suo format a eliminazione diretta, rischia di diventare un insidioso Corpo estraneo nel fitto calendario delle grandi, come ha sottolineato Mimmo Cugini ai microfoni di TMW Radio. L’osservatore, entrando nel merito del quarto di finale tra Napoli e Como, ha spiegato come il trofeo rappresenti “un bel problema” per l’Inter, stretta tra l’impegno in campionato e quello in Champions League. Un problema che, peraltro, si aggraverebbe notevolmente qualora dovesse affrontare proprio il Napoli in semifinale, visto che si profilerebbero due partite – andata e ritorno – cariche di significati extrasportivi. I rapporti tra Antonio Conte e la sua ex squadra, infatti, aggiungerebbero ulteriore peso a una sfida già di per sé dispendiosa in termini energetici, rendendo il cammino in coppa “molto pesante” per entrambe le contendenti.
Il tabellone e il dilemma azzurro
Il percorso verso la finale, che questa sera si arricchirà della terza semifinalista dopo lo scontro al Maradona, obbliga dunque a calcoli fini. Se da un lato il Napoli, come ricordato da Andrea Agostinelli a “1 Football Club”, deve ancora “guardarsi indietro” perché l’Inter in campionato è ormai lontana, dall’altro l’incontro con il Como di Cesc Fabregas costituisce un ostacolo tutt’altro che formale. Lo stesso Agostinelli, pur riconoscendo che la squadra ospite potrebbe arrivare alla sfida in condizioni migliori, ha notato come gli azzurri si presentino con il morale alto nonostante un quadro infortuni che resta nebuloso. “Neanche il Napoli conosce il vero motivo, figuriamoci noi”, ha dichiarato l’ex calciatore, lasciando intendere come le cause delle assenze siano ancora oggetto di analisi interne.
La formazione e il peso della scelta
Sul campo, le scelte tecniche di Conte e Fabregas disegneranno la partita. Il tecnico azzurro, secondo le indicazioni, sembra orientato verso un 4-2-3-1 che affida il centravanti a Hojlund, sostenuto dall’insolita coppia offensiva formata da Vergara e Giovane. Una soluzione che, se da una parte testimonia la ricerca di alternative creative, dall’altra dimostra la necessità di adattamento a un organico non sempre pienamente a disposizione. Di fronte, il Como di Fabregas risponde con un tradizionale 3-4-2-1 che punta su Douvikas in attacco, cercando di sfruttare la compattezza e l’organizzazione per impensierire una grande. La regia di Manganiello e l’occhio del Var Gariglio dovranno gestire una partita che, al di là del risultato, ha già iniziato a far discutere per le sue implicazioni future.
L’importanza del contesto
Quella che si disputerà è quindi una partita dal doppio valore, immediato e prospettico. Vince chi andrà a cacciarsi in un impegno di lungo respiro contro la potente Inter, in una semifinale che – è bene ricordarlo – si sviluppa su due gare, a differenza dei turni precedenti. Una circostanza che moltiplica gli sforzi richiesti e che getta un’ombra di dubbio sulla reale appetibilità del percorso, se paragonato agli obiettivi di massima in campionato e in Europa. Se ne vedranno delle belle, ma c’è chi, stando alle parole degli addetti ai lavori, già guarda con una certa apprensione al premio che attende il vincitore.




