MotoGP, caos gomme a Motegi: Bagnaia si ritira, Moreira primo podio in Sprint
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Redazione Sport
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La Sprint del Gran Premio del Giappone a Motegi consegna una classifica rivoluzionata dalle penalità e consegna alla MotoGP un problema di sicurezza che nessuno aveva previsto con questa gravità. Marc Marquez vince davanti a Diogo Moreira, promosso al secondo posto dopo il declassamento di Jorge Martin e Enea Bastianini, entrambi sanzionati per aver superato i limiti della pista all'ultimo giro. Ma il tema dominante della giornata non è la lotta per il podio: è lo stato in cui si sono ritrovati gli pneumatici posteriori di diversi piloti al termine dei dodici giri.
Lo squarcio sulla gomma di Bagnaia e la citazione cinematografica
Francesco Bagnaia non ha completato la Sprint, fermandosi ai box un giro prima della bandiera a scacchi. La sua gomma posteriore presentava una porzione mancante nella zona centrale, un cratere visibile nelle immagini trasmesse dalle televisioni internazionali. Intervistato da Sky, il pilota della Ducati ha commentato la situazione con una battuta, citando il film con Massimo Troisi e Roberto Benigni: «La gomma? Non ci resta che... com'è? Piangere?».
Alle spiegazioni tecniche, Bagnaia ha aggiunto che il problema nasce dalla mancanza di grip della sua Desmosedici, che lo costringe a far scivolare di più il posteriore, surriscaldandolo fino a provocare il graining che ha distrutto lo pneumatico. «Verso il sesto giro ho iniziato ad avere tante vibrazioni negli ingressi», ha raccontato, «questo ha provocato che si scaldasse di più perché per cercare di non farla vibrare cercavo di usare più il freno dietro».
Michelin ritira la soft e raccomanda la dura per la gara
Le condizioni della gomma di Bagnaia hanno spinto Michelin a una decisione drastica in vista della gara di domenica, che si correrà sulla distanza di ventiquattro giri. La mescola soft posteriore è stata ritirata dall'allocazione, mentre la media resta disponibile ma con l'avvertimento che richiederà una gestione attenta. Piero Taramasso, responsabile Michelin per il motorsport su due ruote, ha spiegato che la hard con carcassa rinforzata è la soluzione raccomandata per i piloti che vogliono mantenere un passo elevato per tutta la durata della corsa.
Il problema è che nessuno ha completato un solo giro su questa mescola da quando è iniziato il weekend, complice un asfalto nuovo che non era stato testato in precedenza. Per questo il Warm Up di domenica mattina è stato esteso da dieci a venti minuti, per dare ai piloti il tempo di valutare il comportamento della gomma hard.
La partenza di Marquez, le cadute e la sanzione che promuove Moreira
Marc Marquez ha costruito la vittoria nei primi metri, conquistando la testa della corsa alla prima curva e non cedendola più. Alle sue spalle, la situazione è precipitata al terzo tornante del primo giro: Alex Marquez ha perso il controllo della sua Gresini Ducati, travolgendo Pedro Acosta e Fabio Di Giannantonio, tutti e tre costretti al ritiro. Per il pilota spagnolo è arrivata una doppia Long Lap penalty da scontare nella gara di domenica.
Davanti, Jorge Martin ha inseguito Marquez per metà gara prima di accusare un crollo di prestazioni nel finale, con la gomma posteriore che stava cedendo progressivamente. Enea Bastianini, risalito fino al terzo posto, ha provato ad approfittarne ma è finito anch'egli sul verde all'ultimo passaggio. Le penalità di un posto per entrambi hanno promosso Diogo Moreira al secondo posto: per il rookie brasiliano della Honda-LCR è il primo podio in MotoGP, il primo per il Brasile in una gara del sabato.
«Ho visto alla curva 10 che avevano toccato il verde in uscita», ha raccontato Moreira, «e ho pensato di dover finire la gara perché ero in lotta per il podio».
Le conseguenze sul Mondiale e l'incognita della gara lunga
Con la vittoria nella Sprint, Marquez ha ridotto a sette punti il distacco da Jorge Martin in classifica generale. Il leader del Mondiale ha limitato i danni chiudendo terzo dopo la penalità, ma il suo finale di gara è stato condizionato dalla stessa sofferenza agli pneumatici che ha colpito Bagnaia. La differenza sostanziale è che Martin è riuscito a portare a termine la corsa, mentre il pilota della Ducati ufficiale è stato costretto a fermarsi.
Resta da capire come si comporterà la gomma hard sulla distanza doppia della gara domenicale, su un tracciato che già nella Sprint ha mostrato di essere particolarmente aggressivo sugli pneumatici posteriori. La mescola media, rimasta disponibile, potrebbe rivelarsi un'opzione percorribile solo a patto di gestire con attenzione il surriscaldamento, come ha lasciato intendere Taramasso.
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