Capodanno in piazza Marconi, polemiche sul costo del concerto con Noemi
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Redazione Cultura e Spettacolo
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A salutare il 2026, ad Agrigento, sarà la voce di Noemi, preceduta dall'esordio dei Dixit, band emergente dell'Agrigentino reduce dal successo al "Cantagiro", dove si è aggiudicata, tra l'altro, il premio come miglior brano edito. L'annuncio dell'evento, che si terrà in piazza Marconi, non è però stato accompagnato dalla pubblicazione in albo pretorio della relativa delibera, un'assenza che ha alimentato un dibattito già acceso sui costi dell'operazione. La consigliera comunale Roberta Zicari, pur ammettendo di non avere ancora dati ufficiali, ha infatti sollevato precise critiche, dopo aver avuto un colloquio con il dirigente competente, sostenendo che la somma impegnata per l'artista romana – 121 mila euro – proverrebbe dalla tassa di soggiorno, fondi che, a suo dire, vengono utilizzati senza un reale confronto con gli organismi preposti.
Le cifre a confronto e le polemiche
La cifra complessiva stimata per l'intera manifestazione si aggirerebbe, secondo quanto riferito, attorno ai 220 mila euro, una somma che ha immediatamente richiamato il confronto con le edizioni precedenti. Per il Capodanno 2023, come è noto, l'amministrazione spese circa 300 mila euro per il concerto di Achille Lauro, mentre quest'anno, stando alle indiscrezioni, ne verrebbero destinati 220 mila, di cui 120 mila per il cachet della cantante. Un paragone, quest'ultimo, che si estende anche ad altre occasioni: durante la scorsa estate, infatti, Noemi si è esibita a Sciacca per circa 62 mila euro, una cifra sensibilmente inferiore. Differenze simili, del resto, avevano caratterizzato anche l'anno di Lauro, la cui esibizione in un altro comune costò circa 40 mila euro, una frazione di quanto corrisposto ad Agrigento.
La destinazione delle risorse e le mancate pubblicazioni
Il cuore della polemica, sollevata dalla consigliera Zicari, non risiede soltanto nell'ammontare del cachet, sebbene le differenze con altre località appaiano significative, ma piuttosto nella destinazione di risorse specifiche. L'ipotesi che i fondi derivino dalla tassa di soggiorno, senza un parere formale della consulta per il turismo, indica, secondo la stessa esponente politica, una prassi discutibile nella gestione delle entrate destinate allo sviluppo del settore. La mancata pubblicazione degli atti in albo pretorio, d'altronde, rende al momento difficile una verifica puntuale delle voci di spesa e dell'origine dei finanziamenti, lasciando spazio a interpretazioni e a un acceso dibattito pubblico sull'opportunità di destinare tali importi a un evento singolo, quando, come affermato da alcuni, potrebbero essere impiegati per interventi di decoro urbano.
Lo scenario dei grandi eventi e le prospettive
La vicenda del concerto di Capodanno si inserisce in uno scenario più ampio, che vede le amministrazioni locali confrontarsi con il bilanciamento tra la necessità di offrire eventi di richiamo, capaci di animare la vita cittadina e attrarre visitatori, e la responsabilità di una gestione oculata e trasparente del denaro pubblico. L'assegnazione di cachet importanti, se da un lato garantisce la presenza di nomi di primo piano, dall'altro espone inevitabilmente a critiche e confronti, soprattutto quando le cifre risultano non allineate con quelle pagate da altre città per gli stessi artisti. L'attesa, ora, è per la pubblicazione ufficiale degli atti, che potrà fornire il quadro completo delle spese e delle relative coperture finanziarie.




