Xiaomi avverte: nel 2026 saliranno i prezzi di smartphone e schede video

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   L’acquisto di uno smartphone, così come quello di una scheda grafica, potrebbe trasformarsi in un investimento più oneroso a partire dal prossimo anno. A lanciare l’allarme è stato il presidente di Xiaomi, il quale ha collegato, senza mezzi termini, i prossimi rincari all’aumento del prezzo dei chip di memoria. La causa principale di questa dinamica, che sta preoccupando l’intero settore tecnologico, risiede nella domanda straordinaria generata dall’intelligenza artificiale, la quale sta spingendo i produttori di semiconduttori a privilegiare la fornitura di componenti per i data center, destinati a sostenere l’infrastruttura globale dell’IA, a discapito di quelli per l’elettronica di consumo. Questa riorganizzazione produttiva, dettata da logiche di mercato, sta creando una carenza di specifici componenti, i cui effetti a catena iniziano già a manifestarsi.

L’effetto domino sui componenti

Le memorie DRAM, fondamentali per le prestazioni di qualsiasi dispositivo elettronico, sono al centro della tempesta. La loro produzione, che richiede linee di assemblaggio specializzate e investimenti colossali, non riesce a tenere il passo con una richiesta che ormai proviene da due fronti insaziabili: da un lato i server dei colossi del cloud, dall’altro i miliardi di dispositivi personali. I produttori, attratti da margini di guadagno più elevati, stanno di conseguenza dirottando una fetta consistente delle loro capacità produttive verso chip di fascia alta per l’intelligenza artificiale, lasciando così il mercato consumer con un’offerta più esigua. È questa contrazione dell’offerta, in un contesto di domanda stabile o in crescita, a innescare la spirale dei prezzi, una che sta già mostrando i suoi primi e tangibili effetti.

Il caso concreto delle schede grafiche

Un esempio lampante di questa tendenza arriva dal mercato delle GPU, dove AMD ha ufficialmente comunicato ai propri partner un imminente aumento dei listini per l’intera gamma Radeon RX 9000, con un rincaro minimo stimato attorno al dieci percento. Questa decisione, presa a pochi mesi dal temporaneo ritorno dei prezzi ai livelli di listino, è stata motivata proprio dall’impennata dei costi per le memorie DRAM di tipo GDDR6 e GDDR7, essenziali per le schede video. Fonti di settore confermano che non si tratta di un problema isolato, ma di una dinamica che coinvolge tutti i principali attori, compresi NVIDIA e Intel, i quali si trovano a dover fronteggiare la stessa pressione sui costi dei componenti.

Le ripercussioni sul cloud computing

L’onda d’urto, tuttavia, non si ferma ai prodotti fisici sugli scaffali, bensì si propaga anche verso i servizi digitali. Il mercato del cloud computing, che costituisce la spina dorsale di internet e della stessa intelligenza artificiale, si prepara infatti ad affrontare una fase di ricalcolo dei prezzi. L’amministratore delegato di OVHcloud ha previsto aumenti compresi tra il cinque e il dieci percento per alcuni servizi entro la metà del 2026, anticipando che questo aggiustamento potrebbe concretizzarsi anche prima del previsto. Tale scenario è la diretta conseguenza degli investimenti che i fornitori di cloud sono costretti a sostenere per aggiornare e potenziare le proprie infrastrutture, le quali, a loro volta, dipendono dagli stessi componenti divenuti più costosi e meno disponibili.

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