Manchester City, accordo da record con Puma: un miliardo di sterline per dieci anni
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Redazione Sport
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Nonostante l’eliminazione precoce al Mondiale per Club, dove è stato battuto dall’Al Hilal di Simone Inzaghi, il Manchester City ha trovato una consolazione nelle cifre stratosferiche messe in campo da Puma. Il colosso tedesco ha rinnovato la partnership con il club inglese fino al 2035, garantendogli un flusso economico senza precedenti: un miliardo di sterline, circa 1,1 miliardi di euro, che si traducono in 110 milioni a stagione. Una somma che supera ogni precedente nella storia del calcio, compreso il contratto da 90 milioni annui siglato dallo United con Adidas.
La stagione dei Citizens, per quanto deludente sul piano sportivo – con solo il Community Shield a interrompere una sequenza di trofei mancati – non ha intaccato la solidità finanziaria del club. Anzi, i ricavi hanno toccato livelli record, superando i 700 milioni di sterline, grazie soprattutto alla crescita dei proventi commerciali. Un trend che, con l’ingresso del nuovo accordo, è destinato a consolidarsi ulteriormente.
Già nel 2019, quando Puma aveva sostituito Nike come sponsor tecnico, l’intesa era stata valutata come una delle più ricche del calcio mondiale. Ma l’estensione del contratto, anticipata di cinque anni rispetto alla scadenza prevista nel 2029, segna un salto di qualità. Se prima il club incassava circa 75 milioni di euro a stagione, ora la cifra supera abbondantemente i 100, collocando il City nel ristretto gruppo di squadre – insieme a Real Madrid, Barcellona e Bayern Monaco – che possono contare su introiti così elevati.
L’operazione dimostra come, al di là dei risultati in campo, il calcio moderno sia sempre più un affare da miliardi, in cui i grandi brand sono disposti a investire cifre esorbitanti pur di legarsi a club con un’ampia visibilità globale. Del resto, già Andrea Agnelli, durante la sua presidenza alla Juventus, aveva intuito questa deriva finanziaria, sottolineando come il football si stesse trasformando in un gioco per pochi eletti.




