Dubai, il giallo dell'omicidio del crypto-miliardario Roman Novak e della moglie
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Redazione Esteri
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I corpi di Roman Novak e di sua moglie Anna sono stati rinvenuti, dopo circa un mese dalla loro scomparsa, in una zona desertica a sud-est di Dubai, nei pressi del resort montano di Hatta. I resti, che presentavano ferite indicative di un'aggressione brutale, sono stati ritrovati in condizioni tali da far supporre un accanimento postumo, una circostanza che ha immediatamente suggestionato l'opinione pubblica internazionale. La coppia, della quale si erano perse le tracce all'inizio di ottobre, è stata identificata nonostante il pessimo stato di conservazione dei cadaveri, gettando un'ombra sinistra su un ambiente, come quello degli affari legati alle valute digitali, già di per sé opaco e poco regolamentato.
Secondo quanto ricostruito dalle autorità e riportato da organi di informazione, l'ultima volta che i Novak furono visti in vita, si stavano recando verso un lago nelle vicinanze di Hatta, dove avrebbero dovuto incontrare una persona definita come un "investitore sconosciuto". Un dettaglio, questo, che costituisce il cardine attorno al quale ruotano le indagini, le quali hanno portato all'identificazione di sette sospettati, come riferito da fonti giornalistiche citate dalla Novaya Gazeta. La natura dell'appuntamento, unita alla violenza dell'omicidio, fa propendere gli investigatori per l'ipotesi di una vera e propria esecuzione, la cui pianificazione sembrerebbe essere stata meticolosa.
La figura di Roman Novak, condannato in passato per reati di truffa, aggiunge uno strato di complessità alla già intricata vicenda, suggerendo un possibile legame tra l'efferato delitto e le sue attività finanziarie. Il movimento di ingenti capitali, spesso di dubbia provenienza, e la promessa di facili guadagni nel settore delle criptovalute creano un terreno fertile per regolamenti di conti e tentativi di estorsione. Se ne deduce che l'incontro fatale potrebbe essere stato orchestrato con il duplice scopo di punire l'affarista per una sua presunta nuova truffa e di sottrargli, nel contempo, risorse di valore.




