Trump invia la portaerei Gerald R. Ford nei Caraibi, tensione con il Venezuela

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La portaerei USS Gerald R. Ford, ammiraglia della flotta statunitense e la più grande al mondo, solcherà le acque del Mar dei Caraibi per potenziare la campagna militare contro il traffico di droga, un dispiegamento di forza ordinato dal Segretario alla Difesa Pete Hegseth che amplia in maniera significativa la presenza navale americana in un'area già scossa da frizioni crescenti con il Venezuela. Questa mossa, che segue settimane di operazioni navali e aeree contro presunte imbarcazioni di narcotrafficanti, alcuni dei quali collegati a un piccolo sottomarino intercettato in acque internazionali, segna un'evoluzione sostanziale in una strategia che, pur dichiaratamente finalizzata a colpire i cartelli della droga, mostra sempre più chiaramente i contorni di una pressione militare diretta verso Caracas.

L'annuncio di Trump: "Attaccheremo in Venezuela"

Mentre la tensione da thriller internazionale sale, con attacchi americani che si sono spinti dal Mar dei Caraici fino al Pacifico, il Presidente Trump ha annunciato, con un linguaggio diretto che ha colto molti di sorpresa, l'intenzione di impiegare forze speciali della Cia per colpire i trafficanti e le loro basi operative anche all'interno del territorio venezuelano. «Uccideremo chi porta droga nel nostro paese», ha dichiarato Trump alla Casa Bianca, durante un incontro dedicato alla lotta ai cartelli della droga e al traffico di esseri umani, spiegando di non ritenere necessaria «una dichiarazione di guerra» formale per autorizzare simili azioni, che rappresentano una chiara escalation dopo le operazioni condotte in mare aperto.

Dalle acque internazionali alle possibili azioni di terra

La strategia della cosiddetta "guerra alla droga" sta dunque varcando una nuova soglia, trasformando quella che fino a poco tempo fa era una questione di “se” in una concreta questione di “quando”. «Presto vedremo azioni di terra in Venezuela», ha affermato Trump, lasciando intendere che la fase delle sole incursioni navali e aeree potrebbe essere superata da un impegno più diretto e pericoloso sul terreno. Questa prospettiva, che il tycoon ha delineato senza mezzi termini, apre di fatto un nuovo fronte di guerra nei Caraibi, un teatro dove gli interessi per il controllo del narcotraffico si intrecciano inestricabilmente, come molti osservatori notano, con quelli geopolitici e con le immense risorse petrolifere della nazione sudamericana.

Il Pentagono conferma l'espansione della campagna militare

A confermare la portata dell'impegno americano è stato il portavoce del Pentagono Sean Parnell, il quale ha parlato esplicitamente di un'espansione degli sforzi militari volti a contrastare le "organizzazioni criminali transnazionali" che operano in America Latina. L'arrivo della Gerald R. Ford, con il suo imponente gruppo da battaglia, non serve soltanto a incrementare la potenza di fuoco a disposizione del comando regionale, ma funge da chiaro segnale di deterrenza, un monito che, sebbene ufficialmente indirizzato ai narcos, ha un destinatario politico ben preciso, il regime di Nicolás Maduro, con cui gli Stati Uniti intrattengono da anni rapporti estremamente tesi.

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