L'eco della tragedia: Giovanna Pedretti e l'odio sui social
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Redazione Interno
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Giovanna Pedretti, proprietaria della pizzeria "Le Vignole" di Sant'Angelo Lodigiano, è stata trovata morta nelle acque del Lambro. La sua morte è avvenuta poche ore dopo essere stata convocata dai carabinieri per un interrogatorio riguardante un commento omofobo e disabili sui social media.
La convocazione e l'interrogatorio
Giovanna Pedretti è stata convocata dai carabinieri come persona informata sui fatti. L'obiettivo dell'interrogatorio era risalire all'identità dell'autore del commento omofobo e disabili, per aprire un procedimento per istigazione all'odio. Questo interrogatorio è avvenuto poche ore prima che Giovanna si togliesse la vita.
Il paragone con Tiziana Cantone
La madre di Tiziana Cantone, Teresa Giglio, ha paragonato la morte di Giovanna a quella di sua figlia. Tiziana Cantone si è suicidata sette anni fa dopo essere stata messa alla gogna sui social per un filmato privato diffuso sulle chat e sui portali web. Secondo Teresa Giglio, l'odio sui social può uccidere due volte: prima l'anima e poi la persona.
Le reazioni della comunità
Gli amici di Giovanna Pedretti, riferendosi a coloro che prima elogiavano la cuoca e poi l'hanno pesantemente attaccata per via dei dubbi sull’autenticità della recensione omofoba a cui aveva risposto, li hanno definiti "gli sputasentenze del paese". Secondo una persona a lei vicina, che la frequentava dall’adolescenza, Giovanna si sarebbe sentita tradita non solo dall’odio social di sconosciuti, ma anche da chi conosceva.




