Il real estate alberghiero italiano vola: investimenti 50% e nuovi target in crescita

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   Il mercato immobiliare legato all’hospitality conferma la sua vitalità, con un incremento degli investimenti che nel 2024 ha sfiorato i 2,2 miliardi di euro, segnando una crescita del 50% rispetto agli anni precedenti. Non si tratta solo di cifre, ma di una trasformazione strutturale: accanto alle tradizionali mete privilegiate – Firenze, Milano, Roma e Venezia, che assorbono un quarto dei volumi complessivi – emergono con forza nuove destinazioni. Bologna, Genova, Napoli, Palermo e Verona, insieme a località lacustri e marittime, stanno attirando capitali che fino a poco tempo fa si concentravano altrove.

Sul lago di Como, per esempio, il turismo ha raggiunto livelli record: i pernottamenti nel 2024 hanno superato i 4,8 milioni, con un aumento del 30% rispetto al 2019. La domanda è trainata soprattutto da viaggiatori stranieri, che rappresentano oltre il 70% del totale, provenienti non solo dai mercati consolidati come Stati Uniti, Regno Unito e Germania, ma anche da Paesi del Golfo e dell’Asia. Un fenomeno che ha spinto gli operatori a diversificare l’offerta, puntando su strutture di lusso e esperienze esclusive.

A cambiare, però, non sono solo le geografie. Il 2024 ha segnato un ritorno degli investitori internazionali, protagonisti del 53% dei circa 70 deal conclusi nell’anno, per un valore complessivo superiore ai 2,1 miliardi. Un dato emerso durante l’Hospitality Forum 2025 a Milano, organizzato da Castello Sgr in collaborazione con Scenari Immobiliari, che sottolinea come l’Italia sia tornata nel mirino dei fondi esteri dopo un 2023 dominato dagli acquirenti nazionali.

Parallelamente, cresce il peso delle catene alberghiere, che oggi rappresentano il 7,2% del totale delle strutture ricettive italiane (2.400 su 32.940), con un aumento del 10% rispetto al 2023. Le camere gestite da operatori organizzati hanno raggiunto le 226mila unità, pari al 20,7% dell’offerta complessiva. Di queste, il 70% fa capo a gruppi nazionali, segno che il settore sta maturando anche sotto il profilo della professionalizzazione.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.