Bilancio di sangue a Khan Younis, venti morti nel raid israeliano sull'ospedale Nasser

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il ministero della Salute di Gaza, amministrato da Hamas, ha dichiarato che il bilancio dell'operazione militare condotta dall’esercito israeliano contro il complesso ospedaliero Nasser di Khan Younis è salito a venti vittime. L’attacco, secondo quanto si legge in un comunicato diffuso su Telegram, avrebbe provocato il panico generale, interrompendo le attività chirurgiche e privando i pazienti del diritto alle cure, mentre il numero dei feriti ammonterebbe a diverse decine.

Tra le persone decedute, cinque erano giornalisti, professionisti che operavano per testate internazionali o come freelance. Hossam al Masri e Mohammed Salama, che collaboravano rispettivamente con Reuters e Al Jazeera, sono stati uccisi durante l’assalto. Con loro sono morti Moaz Abu Taha e Ahmed Abu Aziz, oltre a Mariam Abu Dagga, fotografa che lavorava per Associated Press, altre testate e per Medici Senza Frontiere.

Proprio Mariam Abu Dagga, in una sorta di testamento spirituale indirizzato al figlio e divenuto pubblico dopo la sua scomparsa, aveva scritto delle parole toccanti. "Ghaith, cuore e anima di tua madre, ti chiedo di non piangere per me, ma di pregare per me, così che io possa restare serena", si legge nel messaggio, nel quale la donna esprimeva anche il desiderio che un'eventuale futura nipote portasse il suo nome.

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