Vergara e il Napoli, dal pensiero di mollare al gol in Champions

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Antonio Vergara ha raccontato il suo percorso nel Napoli partendo anche dal momento in cui aveva pensato di mollare il calcio e andare a vendere auto. Il centrocampista, intervistato da Il Mattino, ha ripercorso esperienze personali, passaggi difficili e momenti vissuti con la maglia azzurra, soffermandosi anche sul suo ruolo e sul modo in cui viene utilizzato. «Il mio ruolo? Non lo so nemmeno io», ha spiegato Vergara, che ha affrontato anche il tema dei giovani calciatori in Italia con una posizione netta: a 23 anni, secondo lui, non può più essere considerato giovane. Nel suo racconto trovano spazio il Napoli, il rapporto con gli allenatori e un cammino costruito dopo aver attraversato una fase in cui la possibilità di lasciare il calcio era diventata concreta.

Vergara, l'infortunio e il pensiero di lasciare il calcio

Il passaggio più delicato ricordato da Vergara risale al settembre 2023, quando era ancora un giocatore della Reggiana e si ruppe il crociato. In quel momento la prospettiva di continuare la carriera sembrò allontanarsi al punto da spingerlo a chiamare suo padre. «È finita, preparami un posto nella concessionaria di auto a Caivano», gli disse, raccontando oggi quella fase. Vergara ha spiegato di aver tenuto duro nonostante fosse arrivato molto vicino alla decisione di mollare tutto, trasformando quell'episodio in uno dei passaggi centrali del percorso che lo ha poi portato a conquistarsi spazio nel Napoli. L'attesa del proprio momento e la capacità di andare avanti dopo l'infortunio emergono così come elementi decisivi della sua esperienza personale.

Nel racconto del centrocampista c'è anche il rapporto con una maglia a lungo sognata e desiderata, diventata poi parte concreta della sua carriera attraverso le prestazioni. Il gol segnato alla prima di campionato viene indicato come un ulteriore segnale dell'importanza che Vergara è riuscito a ritagliarsi nel Napoli e della volontà di continuare a essere presente anche in futuro. Lo stesso giocatore ha legato questo percorso alla propria giovinezza, spiegando di averla data al Napoli ma di ritenere che ne sia valsa la pena. Un'affermazione che si inserisce nello stesso discorso sul concetto di giovane calciatore: Vergara ha infatti sottolineato come, arrivato a 23 anni, non ritenga più corretto essere considerato semplicemente un giovane in attesa di crescere.

Il gol al Chelsea e la mentalità di Conte

Tra i ricordi più forti citati da Vergara c'è la notte contro il Chelsea e il suo primo gol in Champions. Il centrocampista ha raccontato di aver sognato tante volte quella partita e quella rete, pur ammettendo che cambierebbe il finale della serata. La vittoria e il passaggio del turno, infatti, non arrivarono, rendendo più amaro un momento che sul piano personale aveva avuto un significato particolare. Proprio questo contrasto tra la gioia per il primo gol nella competizione e il risultato finale accompagna il ricordo di Vergara, che continua a indicare quella notte come una delle immagini rimaste più impresse nel suo percorso con il Napoli.

Nell'intervista Vergara si è soffermato anche su Antonio Conte, descritto come «un maniaco della vittoria» e come un allenatore dotato di una mentalità unica. Per spiegare il concetto ha utilizzato un'immagine precisa: anche dopo una vittoria per 4-0, il giorno seguente Conte può essere già arrabbiato perché concentrato sulla partita successiva e su come vincerla. Il riferimento serve a descrivere l'intensità con cui l'allenatore vive il lavoro quotidiano e il risultato, secondo l'esperienza raccontata dal centrocampista. Vergara ha affrontato inoltre il tema delle differenze tra Conte e Allegri, spiegando che proprio una frase di Allegri lo ha impressionato, all'interno di un'intervista dedicata al cammino del Napoli e alle tappe che lo hanno portato fino al ruolo conquistato in azzurro.

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