Ryanair taglia i voli invernali, a rischio i collegamenti da Orio al Serio per Londra

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il corridoio aereo che collega l'aeroporto di Orio al Serio con la capitale britannica potrebbe subire un ridimensionamento nel corso della prossima stagione invernale. Per raggiungere Londra dallo scalo bergamasco sono attualmente necessarie due ore e cinque minuti di volo, con una frequenza che in determinati giorni della settimana raggiunge le quattro partenze giornaliere distribuite tra le 9.15 e le 22.40. Sulla tratta inversa, il viaggio impiega dieci minuti in meno e altrettanti velivoli sono programmati per decollare dal Regno Unito tra le 6.05 e le 22.05, garantendo un servizio multifrequenza che rappresenta uno snodo essenziale per i passeggeri in partenza dalla Lombardia.

Eppure, la compagnia irlandese ha fatto trapelare la possibilità che proprio questa rotta, insieme a molte altre sullo scacchiere europeo, venga interessata da una riduzione dell'offerta nei mesi più freddi dell'anno.

La conferma ufficiale della programmazione invernale, la cosiddetta "winter", è attesa per la fine del mese e al momento non esiste nulla di definitivo, ma le dichiarazioni dei vertici aziendali e i numeri diffusi dal vettore tracciano uno scenario di prudenza e contenimento dei costi. A pesare sulle scelte strategiche di Ryanair è, in particolare, il costo del carburante, che continua a rappresentare una voce di bilancio insostenibile a causa delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e del perdurare del conflitto che coinvolge l'Iran.

Un’estate da record non basta a frenare i tagli

I dati relativi al mese di agosto appena trascorso dipingono un quadro apparentemente roseo per il colosso del low cost: ben 22,2 milioni di viaggiatori sono stati trasportati in tutto il continente, facendo segnare un incremento del 6% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il tasso di riempimento dei voli si è attestato stabilmente al 96%, una percentuale che di fatto equivale al tutto esaurito per la maggior parte delle tratte operate durante il picco della stagione estiva.

Nonostante questi indicatori più che positivi, che testimoniano una domanda di trasporto aereo ancora vivace e in crescita, la dirigenza di Ryanair ha scelto di alzare un campanello d'allarme per il futuro prossimo venturo.

Nel tracciare un bilancio del periodo clou estivo, la società irlandese ha comunicato ufficialmente l'intenzione di ridurre la propria capacità di trasporto di due milioni di passeggeri su base annua, un taglio che si traduce in circa diecimila voli in meno se si considera l'intera programmazione continentale. L'obbiettivo di traffico per l'anno fiscale 2026-2027 è stato pertanto rivisto al ribasso, passando da 216 a 214 milioni di passeggeri, un aggiustamento che riflette la volontà di frenare la crescita per arginare l'impatto del caro carburante.

La compagnia low cost, che pure ha chiuso l'estate con un aumento di oltre il 5% dei posti venduti, sembra dunque orientata a una politica di ridimensionamento per tutelare i margini di guadagno e non scaricare immediatamente sui biglietti l'intero rincorso delle materie prime.

Il peso del conflitto in Iran e il costo del jet fuel

La preoccupazione principale per i vertici di Ryanair rimane legata all'instabilità internazionale e alle sue ripercussioni sulle forniture di cherosene. Il numero uno della compagnia, Michael O'Leary, aveva già lanciato un avvertimento lo scorso 22 aprile, nel pieno della crisi del jet fuel, sottolineando come l'Europa non fosse a corto di carburante ma esprimendo timori per il medio periodo.

Le sue parole erano state chiare: se la guerra in Medio Oriente fosse proseguita e lo Stretto di Hormuz, uno dei punti nevralgici per il traffico petrolifero mondiale, fosse rimasto bloccato, il rischio per il carburante destinato agli aerei si sarebbe aggirato tra il 10 e il 20% del fabbisogno complessivo. Una prospettiva che oggi, a distanza di mesi, si sta concretizzando in scelte operative precise e nella riduzione degli obiettivi di traffico.

La strategia attuata dalla compagnia irlandese mira a contenere l'esposizione a un costo variabile che ha subito impennate significative, erodendo i margini di profitto su rotte già caratterizzate da tariffe aggressive. Il taglio dei voli invernali rappresenta una leva per adeguare l'offerta alla domanda reale e per evitare di operare tratte in perdita, un rischio concreto quando il prezzo del carburante sale vertiginosamente.

L'annuncio della riduzione di diecimila voli sul network europeo ha gettato nello sconcerto gli aeroporti minori e le regioni che dipendono in larga misura dai collegamenti low cost per il turismo e per gli spostamenti d'affari.

Le possibili ripercussioni su Orio al Serio e sulla Sardegna

Lo scalo di Orio al Serio, che rappresenta uno degli hub principali per Ryanair in Italia e un punto di accesso cruciale per la Lombardia e le province limitrofe, si trova dunque tra le piazze che potrebbero subire le conseguenze più pesanti di questa riorganizzazione.

Il collegamento con Londra, essendo una tratta ad alta frequenza e con una significativa offerta di posti, potrebbe essere oggetto di una razionalizzazione che comporterebbe la cancellazione di alcune rotazioni giornaliere, riducendo la connettività con la capitale britannica proprio nei mesi in cui la domanda turistica tende a calare. Per il momento, non sono state comunicate decisioni ufficiali riguardanti specifici scali italiani, ma la paura che la scure possa colpire anche altre regioni, come la Sardegna, è concreta e diffusa tra gli operatori del settore.

La Sardegna, in particolare, ha da poco garantito un importante stanziamento per l'abbattimento delle tasse aeroportuali, un intervento pensato proprio per attrarre i vettori e incentivare i collegamenti con l'isola durante tutto l'anno. L'eventuale riduzione dei voli da parte di Ryanair minaccerebbe di vanificare questi sforzi, riducendo le possibilità di volare verso la regione e penalizzando l'economia locale che fa affidamento sul traffico passeggeri anche fuori stagione.

La compagnia, tuttavia, ha ribadito che i dettagli definitivi della programmazione invernale saranno svelati solo a fine mese, lasciando quindi ancora spazio a trattative e a eventuali ripensamenti che potrebbero salvare alcune tratte dal taglio annunciato. L'attenzione rimane alta, in attesa di capire quali rotte verranno effettivamente sacrificate sull'altare del caro carburante e della guerra in Medio Oriente.

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