Giornata mondiale contro l'epatite: un appello all'azione
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Salute
-
Il 28 luglio si celebra la Giornata Mondiale contro l'Epatite, una malattia la cui diffusione è attualmente in aumento in Italia, secondo i dati forniti nel 2023 dagli esperti dell'Istituto Superiore di Sanità. Questa giornata è un'occasione per ricordare l'importanza della prevenzione e soprattutto della vaccinazione contro le varie forme di questa patologia.
L'epatite: una sfida globale
L'epatite è un'infiammazione delle cellule del fegato causata da un virus. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, circa 354 milioni di persone nel mondo soffrono di epatite B o C. Questa infiammazione può provocare un ingrossamento del fegato e impedirne le funzioni; può presentarsi con sintomi acuti ma può essere anche asintomatica e avere evoluzioni diverse.
La battaglia per eliminare le infezioni
In Italia, le epatiti croniche virali hanno rappresentato per molti anni la principale causa di epatopatia cronica e di cirrosi nella popolazione generale. Il recente sviluppo di terapie antivirali efficaci nell'eliminare (epatite C; HCV) o sopprimere (epatite B; HBV) i virus responsabili di queste malattie ha permesso di ridurre progressivamente l'incidenza di cirrosi e delle sue complicanze cliniche (tumore del fegato e insufficienza d'organo), inclusa la necessità di trapianto.
Un appello all'azione
Dei 5 ceppi principali del virus dell'epatite (A, B, C, D ed E), i B e C sono i più comuni e provocano ogni anno 1,3 milioni di morti e 2,2 milioni di nuove infezioni. Si stima che solo 1 malato su 6 sappia di esserlo. L'epatite cronica è uno dei principali fattori di rischio per il cancro al fegato, con circa 55.000 decessi nel 2022 solo in Europa. Di fronte a queste cifre, l'Organizzazione Mondiale della Sanità lancia un appello: "È tempo di agire".




